School Hard
Subject: Remake di Episodio.
Warnings: No.
Rating: NC17.
Genere: Romance, PWP.
Lunghezza: Ficlet (2417 parole)
Storyline: Episodio 2X03 "School Hard" - Un avversario pericoloso.
Summary: Spike e Buffy vogliono combattere ma non possono combattere la loro attrazione.
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.
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Link per la ff originale: http://www.spikeluver.com/SpuffyRealm/viewstory.php?sid=5719
Rimase nell’ombra, il viso ben nascosto dentro il locale. La musica pompava dalle enormi casse, espandendo il suono della band. Camminava lentamente, il suo lungo spolverino nero dietro di lui mentre guardava in atto predatorio la gente sulla pista da ballo.
Si fissarono su una ragazza che ballava con i suoi amici. Un maschio e una femmina. Aveva capelli biondi che splendevano alle luci del club mentre roteava i fianchi. Si mise le braccia sulla testa, alzando i suoi giovani seni. Sorrideva, sembrava inconscia dell’effetto che provocava sugli uomini, nemmeno sul ragazzo con cui stava parlando.
Uscì dall’ombra e andò verso la pista da ballo, in mezzo alla folla, senza distogliere gli occhi da lei. inclinò la testa da un lato e lasciò scorrere gli occhi su di lei con apprezzamento su e giù per il suo corpo snello. Gli voltò la schiena senza sapere di stargli dando una grande vista del suo sedere, stretto dolcemente nei suoi pantaloni.
Sembrò decidere qualcosa nella sua mente e andò verso il bar.
“Vai, prendi qualcosa da mangiare” disse all’uomo dalle spalle larghe che stava vicino alla porta. Il ragazzo lo guardò e lo lasciò solo.
Spike sorrise mentre lo guardava allontanarsi. Guardò la ragazza di nuovo e si avvicinò.
“Dov’è il telefono? Devo chiamare la polizia. Un tizio fuori cerca di mordere qualcuno” disse ad alta voce perchè lei sentisse. La vide voltarsi e correre fuori dalla porta.
Sorrise e la seguì.
Buffy prese il vampire prima che mordesse la ragazza. Buffy lo afferrò e lo spinse via.
“Cacciatrice” disse il vampire rialzandosi
“Preda” disse caricandolo.
Lo caricò facendo volare I capelli. Lui cercò di colpirla ma attraversò l’aria. Gli afferrò il braccio mentre cercò di colpirla di nuovo e lui la gettò contro il muro di metallo. Si alzò e bloccò un altro putno.
I sue amici uscirono dal Bronze e Buffy si voltò verso di loro.
“Un paletto per cortesia!” gridò mentre lo colpiva di nuovo.
Xander corse dentro ed iniziò a cercare nella sua borsetta. Squittì contento quando trovò il suo paletto.
Spike guardò dall’ombra mentre il vampiro calciava Buffy. Lei era sdraiata a terra e il vampiro su di lei.
“Non mi serva San Vigio, tu sei mia” le disse guardandola.
Buffy rispose con un calcio mandandolo contro degli scatoloni.
“Spike, dammi una mano” disse il vampiro mentre Buffy gli andava addosso.
“Buffy” chiamò Xander gettandole il paletto. Buffy lo afferrò e lo gettò nel cuore del vampiro, giusto in tempo per vedere un uomo uscire dall’ombra e applaudire.
‘Chi è quello?’ pensò guardando il biondo ossigenato. Un leggero brivido di lussuria l’attraversò.
“Bel lavoro, amore” le disse con un profondo accento britannico.
“Chi sei?” chiese mentre la sua pelle andava in fiamme a causa della sua voce.
“Lo scoprirai sabato”
“Che succederà sabato?” chiese aggrottando la fronte.
‘Ti prego fa che coinvolga me e lui nudi da qualche parte’
“Io ti ucciderò” le disse con uno sguardo penetrante. Rimase ancora un attimo prima di voltarsi, e andare via.
****
Le successive due notti furono riempite da sogni erotici sull’uomo biondo di nome Spike. Le aveva detto che l’avrebbe uccisa ma questo eccitava solo Buffy di più. Nei pattugliamenti sperava, o pregava, di vederlo di nuovo. Era arrivata perfino ad evitare Angel.
Avrebbe voluto seguire Spike mentre se ne andava per il vicolo, ma non poteva. Xander non avrebbe capito e lei non poteva affrontarlo.
‘Devo essere malata’ pensò Buffy, mentre si preparava per l’incontro genitori insegnanti della scuola.
Aveva temuto questa serata per le scorse due settimane. Il preside Snyder le aveva fatto preparare la scuola per l’arrivo dei genitori.
“Piccolo viscido essere” disse mentre preparava la limonata.
******
Spike doveva uscire. Stava impazzendo per i suoi sottoposti, il consacrato e Drusilla. Era stanco di implorarla di mangiare e dei suoi piagnucolii su Praga.
‘Non riesce fottutamente a capire che è quasi morta là? L’ho portata qui per salvarla’ pensò mentre tirava un pugno al più vicino muro.
“Devo andare maledettamente lontano da qui” ruggì prendendo il suo spolverino e camminando nell’aria.
******
Buffy era in piedi nervosa aspettando che sua madre uscisse dall’ufficio di Snyder. Willow rimaneva accanto a lei, offrendogli sorrisi di incoraggiamento.
Snyder uscì con un sorriso sulle labbra. Joyce sembrava decisamente arrabbiata e disse a Buffy di entrare in macchina. Buffy non cercò nemmeno di contestare, si voltò ed iniziò a seguire la madre, quando ci fu un rumore assordante.
‘Oh Dio è qui’ pensò Buffy mentre si voltava al suono di vetri rotti e vedeva Spike lì in piedi. Un sorriso si formò da solo sulle sue labbra e le mutandine divennero immediatamente poco confortevoli.
Spike allacciò i suoi profondi occhi blu ai suoi e sorrise.
“Cosa posso dire? Non potevo aspettare” affermò. Si avvicinò a lei. Buffy afferrò la sedia accanto a se e gliela gettò contro, atterrando momentaneamente lui e i suoi sottoposti.
“Nessuno deve uscire. Specialmente la ragazza” disse Spike afferrando l’umano più vicino a se.
“Tutti da questa parte. Venite!” gridò Buffy afferrando sua madre e correndo. Li fece entrare in una classe vuota dicendo di chiudere la porta. Sua madre era apprensiva ma Buffy le disse che sarebbe stata bene, entrando nel soffitto.
*****
“Su gente. Non è uno spettacolo da guardare” disse Spike mentre i suoi sottoposti inseguivano Angel e Xander.
Spike iniziò a seguirli, ma colse qualcosa nell’aria.
“Mmm. Sento odore di sangue di una bella e matura... ragazza” disse Spike mentre si voltava per affrontare Buffy.
“Ci servono veramente armi per questo?”
“Mi piacciono le armi. Mi fanno sentire più virile” disse abbassando la mano sul torace verso il suo inguine. Gli occhi di Buffy seguirono la sua mano nel tragitto, e si spalancarono mentre prendeva a coppa il rigonfiamento del suoi pantaloni.
Spike lasciò la prorpia arma e si gettò su di lei. Buffy gettò l’ascia e rimase in piedi, in posizione.
“L’ultima cacciatrice che ho ucciso, ha implorato per la sua vita” disse fermandosi a mezzo metro da lei. “Tu non sembri il tipo che implora”
“Non saresti dovuto venire” disse Buffy cercando di impostare la voce in modo da sembrare sicura.
Spike rise, la sua voce profonda risuonò nei corridoi. “No. Ho incasinato la tua festicciola” confermò, indicando il tavolo. “Ma mi stavo annoiando” rispose tornando a guardarla.
I loro occhi si allacciarono di nuovo e Buffy sentì una scarica di elettricità lungo il proprio corpo.
“Sai che ti dico. Ti faccio un favore personale, lo renderò veloce. Farà solo un po’ male”
“No Spike. Farà molto male” assicurò Buffy. Spike ruggì e cercò di colpirla. Buffy schivò il pugno e ne fermò un altro. Cercò di calciarlo per mandarlo a terra ma lui saltò evitando le sue gambe.
La battaglia continuò con attacchi da parte di entrambi, i loro movimenti sembravano una danza. Buffy finalmente riuscì a colpirlo in viso e lui l’afferrò per la vita e la gettò in una classe vuota.
Atterrò contro una cattedra, e caricò un braccio per colpirlo, solo per vedere che lui era ancora alla porta. Con un sorriso maligno, girò la chiave.
“Cosa stai facendo?” chiese Buffy, leggermente tesa.
“Ci consento un po’ di privacy. So che mi vuoi. Lo sento dall’odore” rispose mentre si lanciava verso di lei. Buffy saltò via dalla sua strada mentre lui atterrava sulla cattedra. Corse dall’altra parte della stanza cercando freneticamente un arma. Prima che se ne rendesse conto era dietro di lei. Percorse i suoi fianchi con le mani avvicinandosi al suo orecchio.
“Cacciatrice...” sussurrò il suo respiro freddo.
La pelle di Buffy tremò dove il suo respiro riuscì a toccarla. Non voleva altro che sciogliersi nel suo abbraccio e mostrargli chi era il capo. Invece si girò e lo colpì nel naso.
“Arrghghh” gridò Spike tenendosi il naso. “Per cosa diavolo era quello?” chiese.
“Cosa? Pensavi che avresti fatto tu la prima mossa?” disse spingendolo contro il muro. La guardo attonito per un secondo, prima che la sua bocca si scontrasse con la propria.
Spike ruggì leggermente dalla gola e la baciò affamato. Buffy sospirò contro la sua bocca, lieta di avere finalmente un contatto. Si sentì girare e spingere contro il muro, intrappolata tra quello e lui. La sua coscia si infilò tra le ginocchia di lei mentre si premeva contro di lei più forte. Buffy allargò le gambe di sua volontò, lieta di aver indossato quella gonna a portafoglio. Sentì la mano di Spike salire sulla sua gamba, le sue unghie la graffiavano leggermente.
Le sue mani arrivarono ai suoi fianchi, afferrò il suo top verde nella sua stretta togliendoglielo dalla testa.
Spike ruppe il contatto con la sua bocca per lasciare una scia di baci lungo il collo e verso il suo seno. La sua fredda bocca andò su un capezzolo coperto dal reggiseno, e succhiò forte. Buffy si arcuò contro la sua bocca. Lei lo afferrò, togliendogli lo spolverino dalle spalle. Spike se lo scrollò di dosso facendolo cadere ai loro piedi. Buffy slacciò e gli tolse anche la camicia rosso sangue e si fermò alla stretta maglietta nera. Poteva sentire i suoi muscoli attraverso il materiale, e quasi gemette per quanto erano rigidi. Non voleva altro che strappargliela di dosso, e con un sorriso lo fece.
Spike rispose strappandole il reggiseno via dal corpo. Le sue fredde mani le coprirono il seno, e la sua bocca tornò al capezzolo mentre accarezzava quello sull’altro seno. Buffy cercò di gettare la testa all’indietro ma finì per colpire il muro.
Spike emise un basso ruggito dalla gola, l’odore della sua eccitazione era dorte nell’aria. Si sentì trasformare e le morse il seno. Buffy gridò per il dolore ma lo accettò sfregandosi contro il suo ginocchio. Spike avrebbe potuto venire in quel momento, il gusto del suo sangue era come ambrosia. La succhiò e leccò i propri marchi. La ruotò di nuovo mentre slacciava la gonna biancha che portava. Ora lei guardava il muro con addosso solo le mutandine di seta bianca.
Il freddo torace di Spike era premuto contro la schiena febbricitante di Buffy. Le spostò i capelli da una parte baciandole le spalle al centro della schiena.
“Metti le mani sul muro all’altezza della tua testa” le ordinò, mentre scendeva sulle ginocchia dietro di lei.
Il suono della sua voce la fece tremare, ed eseguì. Mise le mani sul muro. Spike le afferrò i fianchi, aprendole le gambe e posizionandole il sedere davanti al suo viso. Si abbassò e alzò la testa verso la sua femminilità coperta, assaggiandola attraverso il materiale delle sue mutandine. Le tolse, trovando con la lingua la strada per la sua fessura.
“Cristo Buffy sei così buona” disse mentre arricciava la lingua dentro e fuori di lei. Buffy era premuta contro il muro, le mani erano a pugno. Spike mise la sua fredda bocca sul suo clitoride e succhiò forte. E poi spinse due dita dentro la sua entrata, facendola gridare. Iniziò a muoversi contro la sua bocca e le sue dita. Spike era lieto di non aver bisogno di respirare mentre seppellì il suo intero viso nel suo inguine. Rimpiazzò la bocca con la mano sul clitoride mentre con l’altra entrava ed usciva da lei. Buffy stava per protestare per l’assenza della bocca quando lo sentì morderle il sedere con le zanne, penetrando la sua carne morbida.
Buffy gridò e venne improvvisamente. Lui tolse le zanne e succhiò il sangue, senza smettere di lavorare suo suo corpo. Buffy si appoggiò al muro e Spike smise di muoversi. Leccò il suo marchio prima di alzarsi e sbottonarsi i jeans.
Buffy guardò oltre le sue spalle verso Spike che si toglieva i pantaloni. Non voleva altro che avere la sua fredda colonna rigida nella sua gola. Si leccò le labbra inconsapevole mentre i suoi occhi incontravano quelli di lui.
“La prossima volta, amore” le disse strofinandosi con una mano coperta dai suoi fluidi. La spinse di nuovo contro il muro, il suo seno si scontrò con la fredda parete. Spike mise una mano sul suo sedere e guidò la propria punta alla sua entrata. Buffy allargò di più le gambe per l’anticipazione.
Spike alzò il suo rigido membro dentro il suos tretto corpo, roteando indietro gli occhi, Buffy gemette forte il suo nome. Si alzò dentro di lei, aspettando che si adattasse al suo largo membro. Buffy era in paradiso, la sua asta era paradiso puro. Chinò indietro la testa e catturò le sue labbra mentre iniziava a muoversi con lui. Gemettero l’uno nella bocca dell’altro, i loro corpi trovarono un ritmo. Spike le tenneva i fianchi mentre si muoveva in lei. Buffy teneva il muro con una mano mentre con l’altra teneva il fianco di Spike, che sbatteva forte.
“Spike, oh Dio, di più, di più” gridò Buffy nell’eco della classe vuota. Gli unici suoni erano quelli della pelle contro la pelle e l’ansimare di entrambi.
Spike sentì stringersi i testicoli e seppe di essere vicino. Il suo viso di altrernava da umano a trasformato, il suo demone gli diceva di prenderla, bere il suo sangue. Ma bloccò il suo demone e continuò i suoi movimenti. Chiuse gli occhi intossicandosi del suo odore e delle sensazioni che gli faceva provare.
“Cazzo, Cacciatrice” gridò mentre lei stringeva i suoi muscoli vaginali contro la sua asta rigida.
“Così vicina Spike. Così fottutamente vicina” gemette mentre inclinava la testa per lasciargli accesso alla gola. Spike non riuscì a resistere dal trasformarsi. Le baciò il collo attento a non ferirla. Poi i suoi occhi si fissarono su di lei e morse forte.
“Cazzo si!” gridò Buffy venendo, mentre il suo corpo tremava. Buffy afferrò il suo braccio e morse il suo polso, abbastanza da trarne sangue.
Spike gemette contro la sua gola e spinse più forte, venendo dentro di lei. Buffy leccò il sangue che aveva fatto uscire da lui, i loro corpi ancora si muovevano insieme. Spike aveva ritirato le zanne, facendola venire ad ogni sorsata del suo sangue.
Spike leccò i suoi marchi e sussurrò “Mia” contro il suo collo.
Buffy leccò i suoi marchi e sussurrò “Tua” contro il suo bianco polso.
Entrambi si voltarono per guardarsi, ancora connessi.
Entrambi i loro visi emanavano la stessa espressione, sorpresa.
‘Cosa facciamo adesso?’ fu detto dai loro occhi.