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2005

Once in a Lifetime Love

by Ashlee
tradotta da b_fly

Subject: AU (tutti umani).
Warnings: Stupro, Violenza.
Rating: NC17.
Genere: Angst, Romance.
Lunghezza: 19 Capitoli (19458 parole)
Summary: Spike Hawthorne è una famosa stella del cinema. Quando lui incontra Buffy Summers il suo mondo viene messo a soqquadro e lui ne rimane infatuato, ma quando scopre il suo passato, Spike deve decidere se vuole rischiare e stare in una relazione o fuggire e perdendo l'unica donna di cui si sia mai veramente preoccupato.
Disclaimer: Non possiedo niente, ecc ecc ecc.
Permesso dell'autrice: Thank you for asking! I don't mind any translations as long as my name stays on as the original author. ~Ashlee
Link per la ff originale: http://www.spikeluver.com/SpuffyRealm/viewstory.php?sid=4371



Capitoli: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19

Capitolo 1 - Persone famose

Buffy Summer sedeva nel bar dell’hotel. Aveva aspettato l’amica per almeno venti minuti quando sentì qualcuno sedersi accanto a lei. Sorrise, voltandosi. Quando incontrò gli occhi della persona seduta accanto a lei, prese un espressione stupita e confusa.
“Penso che mi piacesse di più la prima espressione che hai fatto, amore”
‘Immagino che questo sia come fa sentire il senso di shock’ pensò Buffy. Fissò i brillanti occhi blu dell’uomo che era al momento la più grande star del cinema degli ultimi dieci anni.
Spike Hawthorne sedeva fissando la bionda in adorazione. L’aveva vista sedersi sola quando era arrivato al bar dieci minuti prima, e gli ci era voluto tutto questo tempo per mettere via il nervosismo e andare da lei a parlarle. Era una star del cinema, aveva donne che gli cadevano ai piedi da tutte le parti. Ancora di più ora che prendeva dieci milioni di dollari a film. L’unico problema delle sue cosiddette leali fan era che le donne che lo volevano, di solito volevano il personaggio che lui recitava. Quello, o i soldi. Doveva ancora trovarla una donna che lo volesse per quello che era. Quando aveva visto la bionda, era rimasto con la gola secca. Aveva scorto appena per un secondo il suo viso, e non poteva tenere gli occhi lontano da lei. Indossava un elegante abito nero, con un ampia scollatura a V sul davanti, la gonna arrivava alle ginocchia e le maniche lunghe erano tagliate in modo da coprirle parte della mano.
Il sorriso che le aveva visto sul volto per una frazione di secondo non lo avrebbe mai più dimenticato. “Lo sai passerotto, non è gentile fissare” disse lui con un sorriso.
Lei sembrò svegliarsi, poi scosse la testa lentamente come se cercasse di scuoterne via le immagini.
“Non sei la mia amica”
Spike sorrise e guardò in basso quasi timidamente
“Beh no, ma speravo di vedere dove ci avrebbe portati questa serata”
“No, m-mi dispiace. Quello che intendevo è, sono qui per incontrare qualcuno, e tu non sei lei, ma immagino che questo l’avrai già capito visto poi chi sei e tutto” Buffy chiuse gli occhi, mortificata dal proprio balbettio.
Spike sorrise, assolutamente ammaliato da questa donna.
“Vuoi uscire da qui, passerotto?”
Questo colse la sua attensione. Gli occhi di lei guardarono oltre le spalle di lei, e si sentì rilassata per la prima volta nella serata. La sua amica era seduta ad un altro tavolo, con lo sguardo di chi poi vuole un resoconto dettagliato della situazione.
Buffy lo guardò di nuovo e disse calma.
“Il nome non è passerotto, è Buffy” disse prendendo le sue cose.
Spike pensò che lei avesse accettato l’invito. Poi lei si chinò e lui sentì il suo respiro ad un orecchio.
“E non sono una grupie” sussurrò prima di voltarsi ed andarsene.
Spike la guardò muovere i fianchi dolcemente in stato di shock. Nessuna donna lo aveva mandato in bianco, e questo fece solo si che lui la desiderasse di più. Notò che si era seduta ad un tavolo con una graziosa ragazza rossa che lo guardava. Mise da parte i propri sentimenti ed alzò il suo bicchiere in segno di saluto. Le sorisse quando vide che era arrossita e prese un sorso del suo drink.
“Uomo, quello era semplicemente triste”
Voltandosi, vide il proprietario di quella voce.
“Dammi tempo, Xand” disse lui, tornando con l’attenzione a Buffy “Questa ha definitivamente passato i limiti”

* * *

“Okay signorina voglio I dettagli. Perché stavi avendo una conversazione con Spike Hawtorne e, più importante, perché non sei ancora là?”
Buffy sorrise all’amica Willow che non si smentiva mai ma non rispose subito perché era persa nei propri, di pensieri. Willow la studiò per un minuto, mentre lei si guardava le unghie con la testa leggermente inclinata.
“Su Buffy, almeno dimmi di cosa parlavate”
Buffy sospirò.
“Non era niente Wills, stava solo un po’ flirtando, e mi ha chiesto se volevo andarmene con lui, e io gli ho detto che non ero una grupie poi sono venuta qui da te” Buffy alzò la testa a guardare l’amica. Willow le sorrise a metà.
“buffy, so che tu non vorresti sentirtelo dire, ma”
“Hai ragione, non voglio, quindi evita, okay?”
“Buffy, hai bisogno di andare là ed iniziare ad avere appuntamenti”
“No, Willow, non intendo avere questa conversazione stasera. Voglio solo rilassarmi e divertirmi con la mia migliore amica, okay?”
“D’accordo” * * * * * “Allora Spike, cosa vuoi fare stasera?”
Xander notò lo sguardo del suo amico ancora fissato sulla bionda e non potè evitare di sorridere. Era stato amico di Spike dai tempi del liceo e non ricordava di averlo mai visto così fissato su una ragazza. Beh, eccetto Drusilla, ma quella relazione era un disastro.
“Al momento, Xand, pensavo di seguire quelle due adorabili signore ovunque decidano di andare”
“Okay Spike, sono tuo amico, per questo ti dico con completo rispetto, che questo si chiama pedinare”
“Guarda, compagno, che so che suona male, ma voglio solo sapere il suo cognome, okay?”
“Beh perché non l’hai detto subito?” disse Xander alzandosi dal suo sgabello, andando in direzione delle sue ragazze.
Dietr di leui, sentiva i sussurri di panico dell’amico che cercada di fermarlo.
“Scusatemi signore, ma mi chiedevo se potessi avere un attimo del vostro tempo. Vedete, il mio amico laggiù al bar sembra aver avuto un colpo di fulmine per te” disse indicando Buffy “e a me piacerebbe davvero tanto poter uscire e fare qualcosa stasera, ma non penso che lui possa essere coerente abbastanza da lasciare questo bar finchè non avrà scoperto il tuo cognome”
Buffy lo guardò sbalordita.
Stava per dirgli esattamente cosa poteva dire al suo amico quando Willow la fermò.
“E’ Summers, Buffy Anne Summers”
“Willow!”
“Cosa? Non è che sia una specie di serial killer. Abbiamo visto tutti i suoi film, non penso che sarebbe diventato così popolare se andasse in giro a uccidere le sue fan”
Buffy si tenne la testa fra le mani, mortificata.
Xander sorrise e tese la mano alla rossa.
“Grazie, signorina?”
“Rosemberg, ma mi chiami Willow” disse lei, prendendogli la mano.
“Grazie, Willow”
E con un cenno a Buffy, si voltò per tornare al bar e dovette sopprimere le risate quando vide Spike cercare di sbattere la testa sulla superficie del bancone.
“Hey, uomo, il cognomen è Summers, e se sei davvero carino con me per il resto della serata, ti dirò anche il suo secondo nome”
Spike smise di sbattere per guardare Xander incredulo
“Ti ha semplicemente detto tutto il suo nome?”
“Beh, no, ma l’ha fatto la graziosa rossa, ce l’hai comunque”
Questa volta Xander non tentò neppure di non ridere quando Spike ricominciò a prendere a testate il banco.

Capitolo 2 - Ballando

”Solo un secondo Wills” urlò Buffy dalla stanza di hotel la notte successive una volta finito di mettere gli orecchini. Fece un passo indietro dallo specchio e criticò il riflesso.
Aveva una gonna nera che le andava alle ginocchia con due spacchi alla coscia e una maglia bianca. Soddisfatta, indossò i sandali neri e corse alla porta.
“Scusami ci ho messo tanto”
“E’ okay amore. Sei completamente degna dell’attesa”
“Che… che cosa ci fai tu qui?” chiese lei con evidente stupore nella voce.
Spike sorrise e lanciò uno sguardo al pavimento prima di tornare a guardarla.
“Penso che ci abbiamo dato giù col piede sbagliato ieri sera, amore”
“Non sapevo ci avessimo dato giù, Mr Hawthorne”
Buffy si coprì il viso con le mai capendo cos’aveva appena detto. Spike sorrise e le prese via una delle mani.
“Non l’ho detto davvero, giusto?” chiese mortificata
“Non preoccuparti, passerotto. E il nome è Spike. Mr Hawthorne è un po’ troppo elegante per me”
Buffy sorrise leggermente rilassata. Guardando in basso, realizzò che le loro mani erano ancora unite e lasciò quella di lui con una leggera scossa lungo il suo corpo. Deglutì forte prima di lasciare le sue mani e guardarlo negli occhi. Dopo che lui e il suo amico avevano lasciato il bar la sera prima, lei si aspettava di non rivederlo mai più, e ora era qui in piedi, praticamente nella sua stanza di hotel.
“Guarda, Spike, non so cosa tu voglia da me, ma lascio la città domani, e posso onestamente dire che non ho molto da offrire ad una grande stella del cinema”
Spike mantenne il contatto degli occhi e si allungò a metterle una ciocca di lunghi capelli biondi dietro l’orecchio.
“Non venderti a poco, amore” disse lui in tono leggermente seduttivo
Buffy distolse lo sguardo per guardare a terra.
“Signorina Summers, vorrei solo conoscerla un po meglio”
Buffy lo guardò e lo ricompensò con un piccolo sorriso prima di annuire
“Okay, posso accettarlo, ma il nome è Buffy. La signorina Summers è mia madre”
Spike aprì la bocca per dire qualcosa quando sentì un sussultò dietro di lui, voltandosi, notò la graziosa rossa del bar e si voltò del tutto per stringerle la mano
“La signorina Rosemberg, giusto?”
Willow gli diede la mano annuendo
“Il mio amico, Xander, mi ha detto il tuo nome”
Questo sembrò scuotere Willow dal suo shock. Sorrise a Spike prima di superarlo e prendere il braccio di Buffy.
“Ci scusi un momento” disse lei, chiudendo la porta in faccia a Spike, che sorrise e guardò per terra scuotendo la testa.Una volta salve dietro la porta, Willow guardò Buffy
“Che è successo per non volerne parlare ma volersi solo rilassare mentre eri qui?”
Buffy guardò la porta prima di rispondere “Non lo so Wills, solo che ogni parola mi è volata fuori dalla finestra quando l’ho visto qui davanti. Intendo, mi ha cercata e trovata ed è tornato a parlare”
Willow le sorrise “buffy, sono con te se vuoi andare avanti, ma ti rendi conto che può essere una cosa passeggera, vero?
Buffy guardò di nuovo la porta e annuì “Forse è quello di cui ho bisogno ora, qualcosa di speciale ma senza significato”
“Tesoro, sai che ti supporterò qualunque cosa decidi, ma sono passati sei mesi, e forse dovresti cercare una vera relazione”
“Wills, sai cosa penso riguardo a quello. Ci sono troppi fattori da considerare prima che mi lasci coinvolgere con qualcun altro. Non voglio che altri si facciano male”
“Buffy”
”No, Willow”
“Okay. E per la cronaca, è dolce che lui ti abbia cercata, ma stai nello stesso hotel e ti ha vista ieri sera” disse lei sorridendo.
Buffy sorrise e alzò le spalle “E’ il pensiero che conta”
“Già, lo so. Quindi ora esci e gli chiedi di venire con noi, o lo faccio io?”* * * * *
Dopo aver preso su Xander, I quattro erano ora seduti attorno ad un tavolo in un locale.
“Allora, da dove venite voi signore?” chiese Xander
“Beh, Willow è di qui, e io sono di una piccola città a due ore da los Angeles. Sono qui solo per visitare Willow e mia madre”
“E che città sarebbe, passerotto?”
Buffy gli sorrise e scosse la testa “Una città che non hai bisogno di conoscere”
“Ooooh” disse Xander “Steso!”
Spike gli lanciò uno sguardo prima di voltarsi di nuovo verso Buffy “Ti piacerebbe ballare?”
Buffy sorrise e gli prese la mano. Notò lo sguardo geloso delle altre donne nel locale quando Spike la aiutò ad alzarsi e la strinse a se. Le braccia di lei andarono attorno al suo collo mentre lui stringeva la presa sulla sua vita. Lo guardò negli occhi quando la canzone iniziò.
I was counting down the minutes
I was wishin’ on the stars
I was praying for a sign
And trying to beat the odds
I was dreaming of you
Love before I saw your face
And there you were
Waiting for that day
Then you reached through the hurricane
When you, baby, you called my name
La testa di Buffy cadde sul petto di Spike mentre le andavano le lacrime agli occhi. Lei voleva questo. Voleva felicità e amore e passione. Voleva sicurezza dalla storia della sua vita e non poteva averla.

You broke through the storm
And you turned back the night
Baby, you are the fire
Burnin’ the midnight sky
And your love
Keeps taking me higher
Just when all hope was gone
Where the hero belongs.
There you were
Le mani di Buffy la strinsero di più, una gli accarezzava la schiena e l’altra era più in alto sotto I capelliMust have broken into heaven
Just to roll back the clouds
Were you on a mission
Were you seekin’ me out
Was I that one in a million
Was I that one sacred kiss
That you couldn’t chance
That you just couldn’t miss
Then you whisper through the silent tears
When you swept away all my fears
Buffy alzò la testa per guardare I suoi brillanti occhi blu. L’espressione di lui divenne preoccupata quando vide delle lacrime sui suoi occhi di smeraldo. Alzò una mano ad accarezzarle una guancia mentre l’altra si stringeva di più nella sua schiena.

And you broke through the storm
And you turned back the night
Baby, you are the fire
Burnin’ the midnight sky
And your love
Keeps takin’ me higher
Just when all hope was gone
Where the hero belongs.
There you were
spike premette la fronte su quella di Buffy, gli piaceva perchè mai nessuna gli era sembrata così giusta fra le sue braccia. Si sentiva completo.

Standin’ in the middle of nowhere
With your arms wide open and you,
You were the reason when there was no reason
In my life
You’re the reason in my life
You broke through the storm
And you turned back the night
Baby, you are the fire
Burnin’ the midnight sky
And your love
Keeps takin’ me higher
Just when all hope was gone
Where the hero belongs.
There you were
Spike lentamente abbassò la testa per catturarle le labbra. La leggera carezza delle labbra di lei gli fece quasi cedere le ginocchia. Non era mai stato così affezionato a una donna, e capì che non voleva lasciarla andare.

Like the light in the eye of the storm
Tellin’ me not to cry anymore
Where I watched my whole world fall apart
Shinin’ through like an angel from afar
You broke through the storm
And you turned back the night
Baby, you are the fire
Burnin’ the midnight sky
And your love
Keeps takin’ me higher
Just when all hope was gone
Where the hero belongs
There you were
Buffy ruppe il bacio con un sussulto e Spike dovette spostarsi dale sue labbra al suo orecchio
“Vuoi uscire da qui?” chiese con voce grave.
Buffy non credeva alla propria voce, quindi si limitò ad annuire. Tornarono al loro tavolo dove Buffy disse un paio di cose a Willow che annuì e abbracciò l’amica. Spike la seguì e le mise una mano sulla schiena per dirigerla fuori dal locale.

Capitolo 3 - Avvicinandosi

Spike e Buffy fecero a malapena in tempo a superare la porta di casa di lui prima di nutrirsi l’uno dell’altra. Le chiavi di Spike caddero per terra così diede un calcio alla porta aprendola, tenendo Buffy mentre le labbra premevano contro quelle di lei. L’appoggiò alla porta sbrigandosi a togliersi la giacca. Le loro labbra non persero mai il contatto, e ognuno faceva correre le mani sul corpo dell’altro.
Buffy iniziò a sbottonare la camicia di Spike e percorse con le unghie i muscoli del suo petto. Attaccando di nuovo le sue labbra saltò per incrociargli le gambe intorno alla vita. Le mani di lui la tennero mentre lei mise le mani nel punto in cui i loro corpi si incontravano per slacciare la sua cerniera. Liberando la sua erezione dal materiale limitante, si alzò la gonna e lo seppellì in lei.
Spike si staccò per guardarla incantato di stare dentro di lei. Lei fissò lui mentre entrambi cercavano di riprendere il respiro. Ripresosi, spike si voltò e spinse lei contro il muro, muovendosi in lei in un ritmo furioso, quasi intimorito che lei potesse scappare se non l’avesse fatto. Buffy lasciò andare la testa all’indietro mentre lui entrava in lei ancora e ancora.
Il cieco piacere che provavano li scosse, e dopo qualche minuto Spike cambiò angolazione. Buffy sussultò, aveva bisogno di lasciar andare il proprio rilascio . spike, sentendo il corpo di lei scuotersi, mise una mano fra di loro per cercare il suo clitoride. Quando non potè più trattenersi dal proprio rilascio, lo prese e lo stuzzicò facendola gridare. Soddisfatto, la prese saldamente e la raggiunse col proprio orgasmo pochi secondi dopo.
Quando il piacere cieco li lasciò, lui alzò la testa dal petto di lei e la guardò. Buffy respirava piano e li teneva le spalle, si chinò a dargli un dolce bacio. Improvvisamente, Spike la guardò spaventato trattenendo il respiro.
“Oh Dio, Buffy, mi dispiace che non abbiamo usato niente, è successo così in fretta…” si fermò quando sentì lei con un dito sulle sue labbra.
“Spike, prendo la pillola, non ti preoccupare” disse lei, senza saper cosa dire esattamente.
Spike fece un sospiro di sollievo “Io sono pulito Buffy” e con un sorriso aggiunse “Non vado in giro, come hai detto? Non cerco le mie grupie”
Buffy arrossì e nascose la testa nella sua spalla
“Oh mio Dio, sono io… sono una groupie!”
Spike lasciò uscire una risata “Credimi, amore, sei tutto tranne quello”
Buffy sembrò rilassarsi.
“Mi dispiace, è che tu mi avevi chiesto di uscire da lì senza nemmeno sapere il mio nome”
“E’ okay passerotto, ma per la cronaca, volevo solo conoscerti meglio”
“Okay, ma per informazione tua, sei molto sexy, quindi questo sarebbe stato il nostro incontro, anche se tu non fossei stato famoso” disse lei sorridendo
“Oh, grazie”
Sorrise ancora, e quando si rese contro di averlo ancora dentro di lei, si sentì arrossire prima di appoggiare le gambe a terra. Si separarono, entrambi sorpresi dell’intimità del loro contato.
“Allora, ti piacerebbe vedere la mia camera da letto, amore?” chiese lei con un ghigno malefico negli occhi. Buffy sorrise e gli prese la mano.
“Non riesco a pensare a qualcosa che mi paicerebbe di più ora”
“Beh, potrei pensarne alcune” disse lui sorridendo sentendo la sua lieve pacca sulla spalla.

* * *

Spike si alzò più tardi del solito la mattina dopo e si tese per raggiungere le coperte, con un sorriso al ricordo della notte precedente di passione, ma il sorriso svanì quando sentì solo lenzuola fredde.
“Per l’inferno maledetto!”
Saltò fuori dal letto e prese i più vicini jeans correndo fuori dalla camera da letto e cercando di mettersi una maglietta. Aveva cercato brevemente in casa chiamandola per vedere se era ancora lì. Senza trovarla, cercò le chiavi della macchina e le trovò sotto una pianta qualche minuto dopo. Prese il cellulare e corse fuori.* * * * * “Pronto”
“Xander, svegliati, sono io”
“Spike? Hei amico, perché mi chiami così presto?”
“Sono passate le due, xand. Senti, ho bisogno del tuo aiuto. Hai avuto qualche chance di prendere il numero della rossa ieri sera?”
“Willow? Si, ce l’ho qui da qualche parte, perché?”
“Ho bisogno che la chiami e che ti fai dire dove vive Buffy”
“Cosa? Spike, di che parli?”
“Xand, mi sono svegliato stamattina e lei non c’era, ha lasciato l’hotel e non mi daranno mai informazioni personali su di lei”
“Ok uomo, vedo cosa posso fare, dammi dieci minuti, ti richiamo io”
“Grazie, compagno”

45 minuti dopo il telefono finalmente suonò.
“E’ passato un sacco di tempo!” gridò quasi al telefono
“calma, ragazzo. Mi ci è voluto più tempo a persuaderla di quello che pensavo. Ad ogni modo, la Buffster vive in una piccola città chiamata Sunnydale”
“Sunnydale, Okay penso di sapere dov’è. Grazie, e di alla rossa che le lascerai un bacio da parte mia”
”Come-?”
“Xander, le hhai chiesto il numero, non l’hai mai fatto. So che ci doveva essere qualcosa. Dille grazie, e grazie ancora a te”

* * *

Buffy sospirò guardando il lavandino pieno d’acqua per lavare I piatti. Sapeva che non doveva mancarle. Si legò i capelli prima di iniziare a lavare. Perché si sentiva così miserabile?
Sentendo il campanello qualche minuto più tardi, sospirò di nuovo. Guardando in basso, prese un burrazzo e si asciugò le mani andando alla porta.
Aprì la porta e fece un salto nel vedere l’oggetto dei suoi desideri dall’altra parte.
Spike era lì in piedi con dei pantaloni neri e una camicia blu notte che faceva sembrare i suoi occhi elettrici, nonostante lo spolverino nero, e la guardò quasi timido prima di sorriderle.
“Cosa ci fai qui?” chiese lei, deglutendo forte
A quello, il sorriso di Spike divenne luminoso.
“E’ tutto ciò che mi dirai mai quando mi vedi?”
“Beh, sto cercando di pensare all’ultima volta in cui ho aperto una porta e tu non c’eri dietro, ma non mi hai risposto”
Spike fremette leggermente al suo tono di voce prima di togliere una mano da dietro la schiena per presentarle una bellissima rosa rossa.
“Mi sei mancata”buffy sussultò di nuovo prima di allungare la mano ed accettare il fiore. Invece di lasciarglielo, Spike si fece avanti e le diede un bacio. Entrambi sentirono quanto si erano mancati. L’abbracciò e la strinse. Sentendo dei movimenti dietro la donna fra le sue braccia, Spike lasciò lentamente la presa e guardò oltre le spalle di lei. Sentì buffy tendersi e la guardò confuso guardando oltre le sue spalle di nuovo. Buffy si voltò e corse in casa per chinarsi verso la piccola bambina bionda con gli occhi nocciola.
Prendendo un grande respiro, disse “Spike, ti presento Caitlyn… mia figlia”

Capitolo 4 - Legami Familiari

Spike si era ghiacciato sulla soglia. Figlia? Buffy aveva una figlia? Dopo un minuto, ricordò dov’era ed entrò in casa, chiudendo la porta dietro di se. Inginocchiandosi davanti alla piccolina, sorrise e fu lieto che lei ricambiasse il suo sorriso attorno al pollice che si stava succhiando.
“Ciao, briciola, mi chiamo Spike”
Caitlyn sorrise ancora prima di andare verso di lui e abbracciarlo. Spike guardò Buffy e la vide scioccata.
“Caitlyn tesoro, perché non vai a prendere il tuo latte in frigo?”
“Okay mamma” disse lei, andando mentre Buffy e Spike si alzavano alla loro altezza normale.
Spike si voltò verso Buffy “Hai molte cose da spiegare.”
“Lo so Spike, ed è il motivo per cui non te le ho dette a LA. Voglio dire, non era pianificato che tu ti presentassi fuori da casa mia come un cavaliere in armatura splendente. Doveva essere una notte. Pensavo fosse così. Un gran bel ricordo, solo quello” disse lei con un grande sospiro.
“Io non voglio solo una notte Buffy” disse lui avvicinandosi di un passo e mettendole le braccia intorno ai fianchi.
“Spike, no. C’è una cosa che non sai e non devi…” si fermò quando sua figlia tornò indietro con una tazza di latte tenuta con entrambe le mani.
Prima che qualcuno dicesse qualcosa, qualcuno bussò forte alla porta. Buffy gelò per un secondo prima di chinarsi dalla figlia.
“Tesoro perché non porti Spike su per le scale e gli fai vedere i tuoi giocattoli, okay?”
Caitlyn annuì e prese la mano di Spike. Lui la prese e guardò Buffy.
“Spike, ti prego, lasciami solo dieci minuti”
L’espressione di Spike mutò in rabbia quando guardò la porta a cui non avevano ancora smesso di bussare.
“E’ lui?”
“Spike, ti spiegherò ogni cosa, dammi solo qualche minuto, okay?”
Spike annuì prima di lasciarsi condurre su per le scale.
Buffy sospirò forte prima di aprire la porta ed essera quasi gettata a terra per la forza con cui fu aperta.* * * * *Spike girava attorno alla stanza di Caitlyn mentre lei gli dava un commento di tutti I suoi giocattoli. Era la stanza tipica di una bambina con un bel lettino, e la scatola dei giocattoli. Una piccola scrivania bianca con libri da colorare, poi c’erano i muri lavanda con decorazioni rosa. Spike sorrise alla bimba che gli diceva il nome di tutte le sue bambole. Lo rilassava con la sua innocenza anche se lo uccideva non poter essere al piano di sotto a confrontarsi con il suo avversario.
Spike non era mai stato molto amic dei bambini, ma questa bimba era deliziosa. Forse perché era un estensione di Buffy. Qualunque fosse la ragione, fu sorpreso dall’accettazione che avevano avuto l’uno dell’altra.
“Allora, briciola, quanti anni hai?”
“Quattro, il prossimo mese”
Spike sorrise all’entusiasmo nella sua voce mentre guardava una foto. Prendendola, vide il viso sorridente di una più giovane Buffy, la piccola Caitlyn e un uomo che le abbracciava. Era bruno, e bruni i suoi occhi come quelli della piccola.
“E’ tuo papà, briciola?”
Caitlyn si alzò dal pavimento ed andò da Spike, guardò la foto ed annuì solennemente.

Capitolo 5 - Tattiche di difesa

Buffy sussultò spostandosi dalla porta prima che la colpisse in fronte. Guardò il grande, arrabbiato uomo che stava là e gli lanciò uno sguardo fiero.
“Cosa vuoi, Riley?”
“Cosa pensi che voglia, Buff?” fece una smorfia all’odore dell’alcool che proveniva da lui.
Fece un passo indietro mentre lui avanzava verso di lei, e le prendeva le mani. La stretta stava bruciando, e Buffy si sentì le lacrime riempirle gli occhi ma non le lasciò scendere. Quest’uomo l’aveva fatta piangere abbastanza, non gli avrebbe dato la soddisfazione di lasciarglielo vedere. Serrando i denti, lo gaurd.
“Dov’è Caitlyn, piccola?” Buffy non apriva la bocca, mentre quella di lui scendeva a ragggiungerla.
“Che ti importa?”
“Volevo solo sapere se era andata a letto prima che io avessi il mio tempo con sua madre”
“No!” disse Buffy ferma piantando le mani sul suo petto per spingerlo.
Il suo stato di ebbrezza lo rendeva più scoordinato e lei potè spingerlo via un po’ facendolo cadere a terra,
“Tu puttana!” disse RIley furente tirandole un pugno in viso e mandandola a sbattere contro la porta. Buffy mugolà piano ma ancora in piedi, mentre sentiva le mani di lui tenerle ancora le braccia e il proprio corpo spinto contro la porta. Gli fece schifo vederlo sorriderle.
“Oh, si piccola” disse lui facendole sentire la propria erezione “Mi piace, non fermarti”
Buffy cercò di liberare un braccio e strinse il pugno prima di mandarlo contro il suo naso.
“Aaaagh!” le mani di Riley immediatamente corsero a tenergli la faccia mentre scendeva sangue.
“Esci Riley, ORA!”
Riley la guardò minacciosamente, e lei sentì per breve tempo paura. Ma lui non l’avrebbe più avuta. La prese e la scaraventò di nuovo contro la porta.
”Esci…” disse lei fissandolo.
“Di alla mia ragazza che sono passato”
“Non è tua Riley e non lo sono io, se hai problemi con questo chiamo la polizia e lo spieghi a loro” tremò quando lui le toccò la guancia livida.
“Sarai sempre mia, piccola” disse prima di voltarsi, per il sollievo di Buffy, sbattendo la porta.Buffy sentì tutte le energie venirle meno. Si alzò e si guardò le braccia. Erano già irritate con i segni rossi delle sue dita. Vide già i marchi neri e blu che ci sarebbero venuti di lì a qualche giorno. Si chinò, e si lasciò piangere.* * * * *“Allora, briciola, tuo padre vive qui?”
“no” disse Caitlyn prima di tornare dalle bambole.
Spike decise di evitare il soggetto. Non poteva fare ad una bimba di tre anni domande che potevano scuoterla quando Buffy gli aveva detto che gli avrebbe spiegato tutto.
Dopo qualche minuto, Spike guardò l’orologio. Erano passati più di dieci minuti, e Buffy non era salita. Aveva sentito qualcosa qualche minuto prima, come una porta che sbatteva.
“Vado a vedere come sta tua mamma, Briciola”
“Okie Dokie”
Spike sorrise alla frase che non sentiva da quando era bambino prima di voltarsi e scendere le scale.

Capitolo 6 - La verità...

Spike entrò in cucina e sorrise vedendo Buffy in posa di un ache sta finendodi lavare I piatti. I suoi capelli dorati erano sciolti. Sorrise velocemente, per poi fremere quando la sentì tirare su col naso.
“Amore…” disse avvicinandosi al lavandino
“Spike!” non si voltò a guardarlo “Mi dispiace, stavo per salire le scale, ma volevo finire questi”
“E’ okay amore, c’è qualcosa che non va?”
“no” rispose lei vigorosamente scuotendo la testa “Cosa dovrebbe non andare?”
Guardamo, passerotto”
“Devo… andare a mettere a letto Caitlyn” disse andando all’altra soglia
“Buffy!”
“Spike, ti prego” sussurrò fermandosi “Torno subito, solo… aspettami in salotto okay?”
Prima che lui potesse rispondere era andata.

* * *

Buffy sorrise dolcemente a sua figlia
“Era lui mamma?” chiese piano
“Si, piccola, ma non c’è nulla di cui spaventarsi. Mamma giura che nessuno ti farà del male, ricordi?”
Caitlyn sorrise prima di stringere la madre e prendere Mr Gordo chiudendo gli occhi. Buffy si alzò e andò alla porta
“Mamma?”
“Si?”
“Mi piace Spike, è divertente, mi ha chiamata con un nome buffo”
Buffy sorrise “Mi fa piacere, piccola. Buonanotte”
Buffy andò al bagno per guardare il proprio riflesso. Il suo zigomo era viola e il suo labbro leggermente rotto. Le faceva male toccarsi la guancia. Sospirando, si spazzolò i capelli e scese.

* * *

Entrò in salotto con gli occhi bassi. Aveva visto Spike dalle scale, seduto sul divano e sapeva di non essere pronta per questo, ma scese comunque.
“Dio, Buffy! Che ti è successo?” spike quasi gridò guardandola
“Spike, ci sono cose di cui dobbiamo parlare”
“Si, come cosa è maledettamente successo al tuo viso!”
“Guarda” disse con i nervi scossi “Se hai solo intenzione di fare un commento sul mio aspetto stai perdendo tempo e te ne puoi anche andare!”
“Buffy, scusami” disse prendendo il suo braccio prima che lei raggiungesse la porta
Gelò quando la sentì gemere per il suo tocco. Fece un passo avanti e le alzò il maglione dal braccio.
Si scurì in volto alla vista di quel marchio. Guardò l’altro braccio, ripetendo l’azione, e divenne furente.
“Chi te li ha fatti?” tuonò fra I denti stretti e la mascella serrata.
“Non è importante adesso..”
“Per l’inferno se lo è!” gridò “E’ appena successo?”
“Spike, io-“
“Dimmelo”
“Si, ma-“
“Per l’inferno, perché non sei venuta da me?!” chiese camminando per la stanza “Buffy, ero in casa, non avrei permesso che ti accadesse. Perché non-“
“Spike! Prima cosa, so prendermi cura di me. Secondo, “ continuo ignorando lo sguardo che le lanciò “Ti prego, siediti e lasciami spiegare”
“Oh si passerotto, puoi chiaramente prenderti cura di te” disse con voce carica di sarcasmo
“Spike…”
“Ti ascolto”

Capitolo 7 - ... dovrebbe renderti libero

Buffy tolse il maglione e Spike riprese il suo posto sul divano.
“Okay” iniziò sedendosi accanto a lui “E’ iniziata quando avevo sedici anni”
Spike la guardò confuso, e lei continuò “Credimi, spiegherò tutto”
“Quando avevo sedici anni, ho incontrato un ragazzo. Era divertente, forte e misterioso” Spike già lo odiava
“Mia madre non era molto contenta. Lui era… più vecchio, e aveva più esperienza in tutto, e io ero solo una stupida ragazzina con una cotta. Abbiamo provato a stare lontani l’uno dall’altra ma le cose non vanno mai come vorresti” disse con un lieve sorriso, guardandolo negli occhi. Lui le fece un lieve sorriso sl doppio senso e l’accarezzo.
“Ad ogni modo, abbiamo iniziato a passare sempre più tempo insieme. Io lo amavo, e volevo che fosse il mio primo” fece pausa, cercando di mettere ordine ai suoi pensieri “Quindi al mio diciassettesimo compleanno, mi ha portata fuori a cena e poi siamo andati a casa sua. Una cosa tira l’altra, e ho avuto il mio desiderio” disse “Ad ogni modo, ne sono uscita incinta. Prendevo la pillola, ma a quel tempo prendevo anche un’altra medicina e, sorpresa sorpresa, questa cancellava l’effetto contraccettivo. Quindi mi sono ritrovata incinta a diciassette anni e tutti lo accettarono. Anche mi amadre, anche se non era d’accordo, ma io sono sua figlia quindi ci è passata sopra. Ho lavorato molto e mi sono diplomata un anno prima, e Angel mi ha chiesto di sposarlo. Ho accettato, ma gli ho detto che non volevo sposarmi a causa della bambina, volevo solo che la nostra vita fosse insieme. Li ha capito, e ci siamo messi d’accordo che il matrimoni sarebbe stato dopo il college. Ho fatto metà semestre prima che Caitlyn nascesse in ottobre, e poi ho iniziato a seguire completamente in gennaio. Sono andata a vivere con Angel e tutto andava bene. Era un padre eccezionale e attento ai nostri bisogni”
Buffy si fermò, con gli occhi lucidi, e Spike intrecciò le dita con le sue. Lo guardò grata e gli tenne la mano.
“Una notte ho chiesto ad Angel di andare a prendere delle cose al supermercato e lui… non è mai tornato a casa” si fermò con un singhiozzo da pianto. Spike la tenne fra le braccia mentre piangeva. Insicuro di come si sentisse sul fatto che piangesse per un altro uomo, cercò solo di confortarla.
“E’ come se l’avessi ucciso”
“Cosa?”
“Non sarebbe mai uscito se non fosse stato per me. Un guidatore ubriaco… lo ha…” fece pausa “L’ho mandato fuori io quella notte. Gli ho detto che lo amavo… l’ho baciato… e l’ho ucciso”
“oh amore” le disse “Non è stata colpa tua. Non potevi sapere, non hai detto tu all’idiota di guidare quella notte. Non accusarti”
Spike le diede un dolce bacio sulle labbra, evitando attentamente il livido.
“Che altro?” le disse “Dove arriva tutto questo?”
“Dopo il funerale, sono entrata in depressione. Ho iniziato a pensare a tutte quelle cose… come se mai Angel avesse potuto sentire Caitlyn dire da-da una colta. Mia madre si trasferì con me per un po’ prendendosi cura di Caity. Quando la scuola è ricominciata ci sono passata lentamente sopra. Mia madre guardava Caity per me, io mi sono presa l’estate e corsi serali per avere la mia laurea. Qualche mese dopo la morte di Angel, mia madre mi disse che si trasferiva a LA, perché poteva aprire una galleria d’arte più grande di quella di prima.
“Era una opportunità troppo grande per ignorarla e lei andò. Lasciò a me la gestione della sua galleria qui, e ho iniziato a lavorare per lei. Intorno al primo compleanno di Caity, mentre ancora andavo a scuola, un amico di Angel iniziò a girarci intorno tanto. Diceva che Angel una votla gli aveva detto di prendersi cura di noi qualunque cosa gli fosse accaduta. Qualche mese dopo io e Riley abbiamo iniziato casualmente ad uscire. Qualche mese dopo ancora, si trasferì da noi. Io non ero molto sicura di quello che provavo per lui, ma era confortante… per un po’.
“Lentamente ho iniziato a notare che mi alienava da tutti. I miei amici, la mia famiglia, monopolizzava tutta la mia vita e il mio tempo perché stessi solo con lui. Aveva anche voluto che Caity iniziasse a chiamarlo papà. Ho detto di no, che lei aveva un padre e non volevo metterle in testa che suo padre era Riley e che Angel non era mai esistito. Una notte, dopo che avevamo litigato per questo, perse il controllo. Mi ha detto che stavo ingrandendo una cosa priva di significato e che era lui a crescerla. Gli ho detto che ero io a crescerla e che se aveva problemi con questo sapeva dov’era la porta. Le cose sono andate fuori di mano, e mi ha colpita”
Spike sospirò forte.
“Gli abusi continuarono per molto tempo. Ero solo io, pensavo, ho pensato che fosse colpa mia e che me la fossi andata a cercare… non lo so. Non l’ho mai lasciato solo con Caity e lui ha iniziato ad accusarmi di questo. Una notte sei mesi fa, stavo preparando la cena e ho sentito piangere. Sono corsa su per le scale, pensando che Riley fosse nella doccia, e l’ho trovato che le urlava contro perché non voleva mettere via i suoi giocattoli. Ha alzato una mano per colpirla e sono uscita fuori di testa. Dopo una lunga litigata gli ho tirato un calcio e gli ho detto di non tornare. Lo fa sempre, e se non gli aprissi la porta semplicemente romperebbe una finestra.
“Ho tentato di ottenere un ordinanza restrittiva, ma ho ottenuto solo che una notte mi ha punita per averlo fatto incarcerare. Da allora viene sempre comunque.
“Ci siamo, ora lo sai… la mia vita e il suo caos. Quindi sai perché ero a LA la settimana scorsa. Caitlyn stava dalla mamma nel suo appartamento, e mamma mi ha pagato una settimana in hotel perché mi sentissi in vacanza e in modo che potessi avere un po di privacy. Sa quanto ho bisogno di staccarmi da questo inferno di vita.”
Buffy finì la storia voltandosi verso Spike. Lui era seduto lì e non si muoveva.
“Io… capisco… se non vuoi restare” disse piano.
Quasi pianse quando lui si alzò in piedi.
“Ho bisogno di un po’ di tempo amore” disse lui, mettendo la sua giacca e andando alla porta.
“Lo capisco” sussurrò lei seguendolo.
Lui si voltò raggiungendo la porta e la vide guardare il pavimento.
“Buffy” disse mettendole un dito sotto il mento e alzandole il viso “Non lascio la città. Sono qui per un po. Ho solo bisogno di pensare” si fermò a considerare una cosa “Tornerà stanotte?”
“No” sussurrò “Probabilmente ha trovato un posto dove stare”
“Okay, amore” le diede in mano un pezzo di carta “Questo è il mio numero di telefono. Chiamami se hai bisogno di qualunque cosa. E Buffy… voglio che mi credi quando ti dico che tornerò”Le diede un veloce bacio. Lei gli mise le braccia intorno al collo, gemendo per il dolore allo zigomo. Le loro lingue si intrecciarono. Rompendo il bacio, Spike gliene diede uno sulla fronte.
“Torno presto, amore, lo prometto” sussurrò prima di tornare alla macchina
Una volta dentro, prese il cellulare e compose un numero
“Gunn… si sono io… senti, ho bisogno di un grosso favore”

Capitolo 8 - Protezione

Spike era fuori dalla porta principale di Buffy qualche giorno dopo, con in mano due grosse pizze e due litri di coca cola. Aveva sentito il rumore di piccoli passi correre per la casa.
“Mamma! E’ per te!” Caity chiamò la madre da dentro la casa. Un minuto dopo, una Buffy arrossita rispose alla porta.
Spike la guardò nei suoi pantaloni bianchi e maglietta nera. Fremendo, alzò un sopracciglio alla sua espressione scioccata.
“Sei tornato” mormorò
“Ti ho detto che l’avrei fatto. Posso entrare?”
“Certo” disse lei lasciandolo passare. Spike fu poi assaltato da una piccola bionda
“Zio Spike! Zio Spike! Sei tornato e hai portato la pizza!”
Spike rise e porse le pizze a Buffy
“E’ giusto, briciola” disse abbassandosi al suo livello “E penso che sei sarai una brava bambina e tua madre dice che va bene potremmo uscire a prendere il gelato”
“YAY!!”
Caity corse in cucina e lui e la madre la seguirono.
“Cosa posso dire? Alla ragazza piace il gelato”
“Apparentemente” disse Spike con un sorriso
Buffy prese subito il piatto per la figlia e la mise a mangiare in sala mentre lei e Spike erano in cucina.
“Non dovevi tornare per forza Spike” disse lei piano “Avrei capito. Ti ho detto la verità, non mi aspettavo davvero di vederti di nuovo”
“Ti ho detto che tornavo, no? Del resto, non ho avuto la possibilità di conoscere bene la briciola l’altra notte, e pensavo che questa notte andasse bene”
”Grazie”
”Per cosa amore?”
”Per questo favore, stai facendo vedere a Caity che è importante per qualcuno oltre a me”
“Questo perchè lei è importante, come sua madre. Ora… non mi sembra di aver ricevuto un bacio di benvenuto” finì con un sorriso
“Bene, dal momento che la tua richiesta è stata così diretta, penso che si possa fare”
Rispose Buffy con un sorrido mentre si faceva avanti e sfiorava le labbra di lui con le proprie.
Spike acconsentì, prendendole i fianchi con le mani per premerla al suo petto “Puoi fare meglio di questo amore”
“Eeeeeew!”
Buffy e Spike si staccarono per voltarsi e vedere uuna bambina sorridente.
“Possiamo aiutarti?” chiese Spike
“Ho sete”
Buffy si tolse dalla stretta del suo amante e andò a prendere un bicchiere di latte per la figlia. Dopo essere tornata in cucina per mettere via il proprio piatto, Buffy colse lo sguardo di Spike “Il prezzo di frequentare una madre sola”
Spike sorrise e annuì prima di prendere il proprio piatto.* * * * *Spike sedeva nel salotto di Buffy più tardi quella notte, aspettando che lei finesse la ninna nanna alla figlia. Era stata una serata bella dopo averle portate entrambe a prendere il gelato. C’era voluta quasi un ora per buffy per metterla a letto con l’eccitazione da zucchero, e Spike l’aveva pazientemente aspettata.
“Mi dispiace” disse piano dalla soglia lei. Spike si voltò e sorrise alla visione che aveva di lei. Fisicamente, non era diversa dal resto della nottata, ma nell’aver sceso le scale sembrava passata dalla modalità-mamma alla modalità-donna.
“Spike, dobbiamo parlare”
“Bene, non iniziano mai delle belle conversazioni da una frase del genere” disse lui mentre Buffy si sedeva sul divano. Spike spense la tv e si voltò a guardarla.
“Penso solo che se stai per andartene, è più carino se lo fai adesso”
“Cosa intendi amore?” chiese lui con uno sguardo confuso
“Intendo che non voglio che Caity si attacchi più di quanto non lo è già se tu poi te ne andrai”
“Buffy, ti ho dato segno di volermene andare?”
“Non ancora” disse piano
“buffy” si voltò a prenderle il mento con un dito per farle alzare gli occhi “Di cosa hai paura?”
“Ho paura che anche io mi sto attaccando, e un giorno, tu non ci sarai più. Posso passarci sopra, l’ho già fatto, ma tu non sapevi in cosa ti stavi cacciando quando mi hai cercata. Come mi hai trovata?”
“E’ un segreto” disse scherzando
“Willow ha parlato” disse annuendo
“Hey!” era un informazione riservata. Non avresti dovuto scoprirlo così in fretta” disse indignato
Buffy rise “Mi dispiace, ma a me no che tu non sia capace di stendere mia madre restava una sola possiblità”
“Già, immagino tu abbia ragione”
”Buffy tornò improvvisamente seria “E’ stato solo un momento Spike, non doveva significare niente”
“Ma ha significato”
“Lo so. Sto cercando di negarlo ma non ci riesco. Spike, hai bisogno di sapere che per me mia figlia sarà sempre la priorità. Se non puoi accettarlo lo capisco. So che non ci sono molti ragazzi che accetterebbero questo”
“Buffy, io non sono la maggior parte dei ragazzi”Buffy sorrise all’ammissione “Ho già imparato molto, almeno sei stato sincero con me”
“Spike sospirò “In quel caso, sarebbe bello farti sapere qualcosa”
“Non sembra bello…” disse lei con un sorrisetto nervoso
“Non è brutto. Solo che potrebbe non piacerti l’idea all’inizio”
“Dimmi”
“Ho un amico a LA, lo conosco da una vita, e l’ho chiamato dopo l’altra notte. Gli ho chiesto di venire qui e tenerti d’occhio mentre io non ci sono”
“Tenere d’occho me? Spike, non ho bisogno di un baby-sitter”
“Io non sono d’accordo, amore”
“Allora non essere d’accordo! Questa è la mia vita Spike, so prendermi cura di me”
“Perché indossi quel pantaloni Buffy?”
“cosa?”
“Mi hai sentito”
“Posso indossare quello che voglio”
“Buffy, cos’ha fatto”
Buffy lo guardò di ghiaccio “Posso prendermi cura di me”
“Dannazione Buffy!” gridò alzandosi dal divano “qualcuno ti sta facendo del male, dimmi cos’ha fatto?”
“Non ho bisogno di essere protetta”
“E Caity?” chiese furente “Cosa succederà quando lui deciderà di finirla con te e iniziare con lei?”
Spike si sedette di nuovo e le prese le mani “Buffy, ti ho appena incontrata e già non riesco a pensare di perderti, tu e lei. Lasciami fare questo per te, ti prego”
“Cosa vuoi fare?” chiese rassegnata.

Capitolo 9 - Ricerche

Spike impiegò l’ora successive a spiegare tutto quello che sarebbe cambiato. Gunn avrebbe guardato la casa quando non c’era Spike. Era stato istruito per portare Buffy e la piccola dove avessero voluto in modo che non fossero mai sole. Quello che non le aveva detto è che Charles Gunn poteva anche fare ricerce su Riley Finn e andare tramite avvocato…
Spike entrò nel suo hotel con un sospiro.
“Che c’è ragazzo?”
“Ho l’informazione, Gunn”
“Entra”
Spike entrò nella stanza di hotel e si sedette sul divano, dando un occhiata ai fogli che Gunn aveva sparso sul tavolo da caffè. Prese una foto in bianco e nero di Buffy che giocava con Caity nel giardino davanti. A giudicare dai vestiti che indossavano. La foto era stata scattata poche ore prima del suo arrivo.
“Ho solo preso un paio di scatti, per prendere familiarità con l’area e le persone” disse Gunn
“Già, lo so… cos’hai scoperto di Finn?”
“Sfortunatamente, non molto. Il ragazzo non è esattamente un modello di civiltà per quel che ho sentito, ma non sono mai arrivato abbastanza vicino per vedere com’è e in una città piccola come questa, ho fatto domande e qualcuno gliel’avrà detto”
“Non ci sono foto di lui in casa, e Buffy è una donnina minuta quindi lui potrebbe avere qualunque taglia”
“I miei stessi pensieri. Allora, il ragazzo è stato in detenzione diverse volte per svariati motivi – violato l’ordinanza restrittiva, violenze domestiche, disturbo della quiete pubblica. Riley Finn” continuò Gunn mettendogli davanti un foglio “Età 28 anni, diplomato coi voti più alti della classe alla Sunnydale High, completa borsa di studio alla UC Sunnydale. Attualmente lavora come coach di football e part time come insegnante di educazione fisica alla Sunnydale High School”
“Mi prendi in giro? Lo lasciato lavorare attorno ai ragazzi?”
“Secondo le mie informazioni, il preside è nazista. Finn è stato il suo miglior studente per tutti i quattro anni e lui giudica i suoi arresti dei caos creati dauna studentessa che creava problemi… Buffy Summers”
“Quindi questo tipo ignora tutto quello che la polizia gli dice, includendo i danni fisici della donna che colpisce e continua a farlo lavorare attorno ai ragazzi?”
“Oh, ma qui continua. Apparentemente Finn è sparito qualche anno fa ed è stato via un anno. Nessuno ha idea di dove fosse andato, e lui non lo ha detto ad anima viva”
“ e questo dove ci porta?” chiese Spike
“Beh, la settimana prossima, il coach della Sunnydale High Razorbacks avrà una visita da uno zio preoccupato. Questo zio si aspetta che il suo nipote quaterback si trasferisca da lui prima della fine della scuola e pterende che riceva il miglior allenamento possibile se Sunnydale è il posto che si aspetta”
Spike fece un sorriso capendo cosa Gunn diceva “Cosa succederà se vuole che il grande quaterback inizi prima della fine di questo semestre?”
”Beh, amico mio” disse Gunn con un sorriso “Sarà impossibile finchè vive dall’altr aparte del paese e i suoi genitori stanno per divorziare, caso in cui è necessario che lui resti là per il processo”
“Chucky, mi hai quasi convinto, e so che non c’è nessun nipote” disse Spike con un sorriso
“Cosa posso dire? Ho perso la mia chiamata di attore. E non chiamarmi Chucky, mi fa sembrare una bambola assassina. Allora che hai per me?”
“Beh ora come ora sembra che Finn vada solo da Buffy. Lei ha detto che lui vorrebbe che Caity lo considerasse suo padre, quindi forse cercherà di convincere la briciola”
“Okay, allora qual è il piano? Vuoi che tengo d’occhio Buffy per adesso?”
“No, non penso che lui vada da Buffy durante il giorno. Nessuno è mai stato testimone degli abusi inflitti quindi per ora è solo un pettegolezzo di città. Non penso che lui rischierebbe di rovinarsi la reputazione solo per picchiarla. Del resto lei sembra convinta di potersi prendere cura di se”
“E tu non sei d’accordo?”
“Se fosse solo lei, sarei d’accordo, in parte. Ma metterci in mezzo un bambino… e lei è molto preoccupata per la figlia come ogni madre. Per quel che ho visto, questo ragazzo non se ne andrà finchè non avrà reclamato quello che pensa essere suo”
”Si, l’ho notato” disse Gunn con espressione dura.
“Già, vorrei fargli vedere cosa significa essere lui quello terrorizzato per una volta”
”Uomo, l’hai presa proprio male” disse Gunn con un sorriso
“Cosa?”
“Guardati Spike. Da quanto conosci questa ragazza? Qualche giorno? L’hai seguita nella usa città, scoperto un passato burrascoso e immediatamente mi hai chiamato per tenerla d’ochcio. Non ti ho mai visto così protettivo per qualcuno che non era un membro della famiglia. Specialmente non una madre sola”
“Lei è speciale Gunn”
“Si me ne sono accorto”
“Ho comunque scoperto che Caity va ad un asilo chiamato ‘C’era una volta’, in Elm Street. Buffy ce la porta dalle 7:30 dal lunedì al giovedì fino alle 5:30”
“Per quello che ho sentito, Riley lavora a scuola dalle 10:00 alle 6:00 con un ora libera per il pranzo. Vuoi che tengo d’occhio lui o Caitlyn?”
“Caity. Non conosco abbastanza RIley per essere certo che non sia aiutato da amici. Buffy dice che sei autorizzato a guardare la bimba fuori dall’asilo, ma cosa possono fare degli insegnanti se entra un uomo con l’intenzinoe di prenderla?”
“Sei davvero spaventato che possa cercare di prenderla?”
”A giudicare da quello che ho sentito, penso che farebbe qualunque cosa per prendere il controllo della vita di Buffy”

* * *

Buffy sedeva sul divano con una tazza di cioccolata calda quella sera. Dopo che Spike se n’era andato promettendo di tornare Sabato e portarle al cinema, si era messa dei pantaloncini di cotone corti. Ora, che era seduta lì, guardando i danni che aveva alle gambe, disse una silenziosa preghiera di ringraziamento che Spike aveva dimenticato di chiederle ancora della sera precedente. Quando lei aveva acconsentito a lasciare che il suo amico li tenesse d’occhio, era stato così sollevato che non aveva più parlato di Riley.
Caity aveva passato la sera da un amico dell’asilo, e Buffy non aveva esitato a rompere una lampada in testa a Riley per farlo allontanare da lei. Ad ogni modo, non era stata abbastanza veloce da uscirne senza alcuni lividi sulle gambe. Con un sospiro, si mise in piedi e andò al letto, pensando a quanto ancora avrebbe dovuto subire quegli abusi.

Capitolo 10 - Confronti

Spike raggiunse Caity e buffy fuori dal cinema la sera dopo. Caity gli aveva preso la mano mentre l’altro braccio era attorno alla vita di Buffy. Si erano divertiti molto guardando il film e lanciandosi pop corn. Spike si assicurò di comprare a Caity tutto quello che voleva, per l’esasperazione di sua madre.
Entrambi avevano semplicemente ignorato gli sguardi di Buffy, che si era lamentata a vuoto dicendo che quando si sarebe svegliata ammalata a metà della notte avrebbe chiamato Spike per venire a prendersi cura di lei. Spike aveva semplicemente sorriso e acconsentito per calmare la donna a cui si stava sempre più legando.
Spike si fermò a metà strada sentendo la mano di Caity tenerlo. Guardando la piccola bambina, le vide uno sguardo di terrore prima di seguire la sua linea visiva. In piedi poco più in là c’era un uomo grosso e furente con la mano stretta a pugno. Spike lanciò un occhiata a Buffy e la vide dirgli “Riley”
Spike guardò Riley. Si, era grosso e forte, ma era evidente che i muscoli gli venivano da lì e non era minimamente coordinato. Attentamente, Spike lasciò la manina di Caity e la mise dietro di se con fare protettivo con l’uomo che lentamente si avvicinava.
“Allora, cos’è questo?” chiese lui a Buffy, senza smettere di guardare la faccia di Spike. “Una grande, felice famiglia fuori per una notte in città? Devo ammetterlo, Buff. Non pensavo che avresti mai raggiunto qualcuno di famoso, ma del resto, hai sempre avuto il tuo talento a letto”
Fu troppo. Spike fece due grandi passi verso di lui prima di far volare il suo pugno contro la sua mascella . sentendo il grugnito di dolore di Riley, spike gli prese i capelli e gli alzò la testa abbastanza da potergli parlare guardandolo negli occhi.
“Tieni giù le mani dalle MIE ragazze”
Alzando il ginocchio al viso di Riley, Spike lo lasciò cadere a terra, lieto che l’uomo non fosse nemmeno riuscito a muoversi.
Voltandosi a Buffy e Caity, guardò Buffy che stava davanti alla figlia per rassicurarla. Andando da lei, le prese fra le braccia.
“Va tutto bene, briciola”Caity gli sorrise e gli mise le braccia intorno al collo. Ignorando la piccola folla di persone che si era fermata a guardarli, Spike prese la mano di Buffy e le portò lontano da Rilet Finn.* * * * *Più tardi quella sera, dopo che Caity fu al sicuro nel suo letto, Buffy mise del ghiaccio sulle nocche di Spike.
“Non avresti dovuto colpirlo, lo sai” iniziò lei
“Forse no, ma non volevo lasciarlo parlarti in quel modo”
“Spike-“
“No, Buffy, l’ho già fatto, e lo farò di nuovo, quindi non dirmi che non avrei dovuto”
“Stavo per dirti grazie” disse piano. Spike la guardò per un lungo momento prima di stringerla e baciarla.
Buffy sussultò per il bacio improvviso ma gli mise le braccia intorno al collo per approfondirlo. Spike si tolse il ghiaccio dalla mano per abbracciarla meglio. Rompendo il bacio, Spike la guardò negli occhi.
“Non dovremmo farlo stanotte”
“Lo so” sussurrò lei
Dandole un altro bacio, Spike si alzò in piedi con Buffy che lo seguiva. Tenendole la mano, si voltò a guardarla avvicinandosi alla porta.
“Devo andare a LA per qualche giorno e smentire delle voci sul mio ultimo film. Tornerò mercoledì. Uscirai a cena con me?”
“Come un appuntamento?” chiese lei sorridendo
“Beh penso che quella parte l’abbiamo già passata” rispose lui
“E’ un appuntamento” disse lei con un sorriso luminoso. Spike le prese la mano e se la portò alle labbra.
“Ci vediamo fra qualche giorno, amore”* * * * *Spike diede un colpo di telefono a Gunn tornando a casa qualche giorno più tardi.
“Pronto?” disse Gunn sbadigliando
“Hey, ragazzo, come vanno le cose?”
“Al momento Spike, è un po’ strano. Buffy ha portato la figlia con se uscendo con un’amica l’altra sera. Una donna di nome Winifred Burle, che chiama sempre Fred. Ad ogni modo, Fred è la proprietaria dell’asilo di Caity e ha una figlia di un anno più grande, ma la cosa strana è che Caity ha passato la scorsa notte all’asilo con Fred, ed è semplicemente tornata con Fred oggi. Sono fuori dalla casa proprio ora”
“Dov’è Buffy?”
“L’ho chiamata, mi sono presentato, e le ho chiesto se andava tutto bene. Ha detto che oggi non si sentiva bene. Ho chiesto se Riley era con lei e le ho detto di dire solo si o no. Ha detto no, quindi ho tenuto d’occhio la figlia. Penso che ci sia qualcosa che non va, Spike”
“Sto tornando ora” disse chiudendo la telefonata.
Bussando a casa di Buffy qualche minuto dopo, Spike aspettò impaziente. Quando nessuno rispose, tentò il campanello.
“Buffy, sono io!”
Vide le tendine muoversi e un rumore di serratura aprirsi. Buffy stava piangendo. Spike prese un momento per confortarla prima di entrare con lei in casa e chiudere la porta dietro di loro. Spike le accarezzò la guancia livida.
“Amore, cos’ha fatto?” chiese lui piano.
Buffy scosse la testa, cercando di voltarsi. Spike le mise le braccia intorno alla vita. Cercò di toglierle l’enorme maglione che portava, rivelando pelle arrossata o livida centimetre per centrimetro. I lividi violacei erano anche sulla sua schiena. Girandole intorno, vide che i lividi erano ovunque, anche sul suo stomaco. Esaminando meglio, vide dei segni di denti sulla soffice pelle del suo seno. Deglutendo forte e guardandola negli occhi, cercò di toglierle le mani dal viso.
”Buffy, amore, dimmi” sussurrò calmo.
Quando lei non rispose, continuò a guardare dove finivano i lividi. Arrivò ai pantaloncini di cotone, ma gelò quando Buffy si irrigidì al suo tocco. Qualche secondo più tardi, lo spinse contro la porta di ingresso e si chinò in posizione fetale, nascondendo il viso nelle ginocchia e mettendosi le mani a circondarsi.
“NO! No, non toccarmi… non voglio che mi tocchi!”
Spike stette fermo per qualche minuto, il cuore gli faceva male per la donna davanti a lui.
“Amore, ti prego dimmi” disse piano, andando verso di lei lentamente. Con lente e dolci carezze le mise a posto i capelli “Ti prego”
Buffy lo guardò negli occhi, sembrava che cercasse di ricordare chi era, e per la seconda volta chella notte si lanciò fra le sue braccia. Spike la teneva piano, non voleva farle male, e le diede dei baci sul collo e sulle spalle mentre lei piangeva.
“Mi-mi ha vi-violentata” sussurrò piano.
Spike sentì la rabbia esplodere e i suoi pensieri furono riempiti dall’immagine del corpo di Riley Finn senza vita.
“Dannato figlio di puttana! Voglio ucciderlo!” gridò, alzandosi in piedi e andando alla porta principale.

Capitolo 11 - Guarendo

Quando raggiunse la porta principale, sentì la sua voce “Ti prego no, non lasciarmi…”
Voltandosi verso la donna sul pavimento, Spike sembrò ricordare cosa anche lui aveva bisogno. Cadendo sulle ginocchia, prese Buffy fra le braccia e si alzò, andando verso la sua camera al piano di sopra. Entrando nella camera, la mise sul letto prima di andare verso il bagno e aprire l’acqua della vasca di acqua e bolle di sapone. Rientrando nella stanza, sentì il suo cuore spezzarsi per i gemiti e singhiozzi che venivano dal letto. Cercò di accarezzarla, ma tolse la mano quando si accorse che le faceva male.
“Passerotto, ti ho preparato un bagno. Vieni piccola, hai bisogno di rimetterti in piedi”
Buffy lasciò che Spike la portasse in bagno, gemendo mentre le toglieva i vestiti rimanenti. Notò che lei cercava di coprirsi il corpo danneggiato
“Non lo fare, piccola. Non hai fatto niente di male” disse lui prendendole la mano e aiutandola ad entrare nella vasca. Buffy sembrò rilassarsi immersa nelle bolle, e chiuse gli occhi.
“Torno subito, passerotto”
Buffy aprì gli occhi nel panico “Non andartene”
“Non me ne vado piccola. Devo solo fare una telefonata”
Buffy annuì e lo guardò con trepidazione uscire dal bagno.
Non più a portata d’orecchio, spike prese il suo telefono e chiamò Gunn
“Hey, ragazzo, tutto ok?”
“No” tuonò
Gunn si sedette immediatamente al suono della sua voce “Che è successo?”
“L’ha violentata Gunn”
“Cosa?! Quell bastardo!”
“Ho bisognoc he chiami il tuo amico al Sunnydale PD e gli dici che devono tenersi pronti ad arrestare Riley Finn. E gli conviene trovarlo prima che lo trovi io.”
“Certo ragazzo, chiamo ora, ma tu devi portarla all’ospedale così possono valutarla, okay?”
“Ci andrò”
“Spike, come l’ha presa?”
“Non bene, compagno. Ha dei lividi ovunque, le fa male ovunque la tocco… lei è forte, ma le ha fatto davvero male”
“Già, chiamo e poi vado a guardare Caitlyn. Di a Buffy che è in buone mani”
“Lo farò, grazie Gunn”
Spike rientrò nel bagno e fu lieto di vedere un leggero sorriso sulle sue labbra quando lo vide.
“Piccola, devo portarti all’ospedale, devono controllarti”
Prima di finire la frase Buffy aveva già scosso la testa “No non voglio andarci”
“Buffy, passerotto, so che non vuoi andarci, ma dobbiamo segnare ogni cosa. Quel bastardo non può passarla liscia,e se la polizia non lo prende, andrò io da lui”
Buffy sembrò analizzarlo, capendo che era serio. Annuì. “Okay”
Spike prese dei vestiti puliti per lei mentre lei usciva dalla vasca. Sussultò un po quando la sentì mettergli le braccia intorno alla vita. Sorrise mentre lei gli appoggiava la testa sulla spalla e si rilassava.
Spike si voltò ad abbracciarla, le diede dolci baci sulla fronte e non si mosse finchè non fu pronta.
“Grazie di essere qui” sussurrò lei
“Avrei voluto essere qui quando ce n’era bisogno” mormorò
“Ce n’è bisogno adesso”
“Lo so, passerotto, ma hai capito cosa intendevo”
“Sarebbe successo comunque. Non c’era niente che potevi fare”
“Oh, ci sono molte cosec he potevo fare amore” disse lui alterato
“Sai cosa voglio dire”
“Si” disse lui baciandola di nuovo “Dovresti vestirti”
Spike si fermò prima di lasciare la stanza “Gunn dice che la tua Caity è in buone mani. La tiene d’ochcio lui”
“Digli grazie la prossima volta che gli parli”
“Lo farò” disse Spike voltandosi per lasciare la stanza, fermandosi quando la sentì chiamarlo.
“Mi dispiace”
”Per cosa, passerotto?”
”Per tutto. Per non averti creduto abbastanza all’inizio, per non averti ascoltato quando mi hai detto di Gunn. E più di tutto per non aver avuto la forza di fare nulla a Riley”
“Buffy non hai nulla di cui preoccuparti. Non hai fatto nulla di male” disse “Ora vestiti, tornerò”

* * *

Spike tenne la mano di Buffy durante tutti gli esami. Quando la polizia le chiese sulla sua relazione con Riley, Spike si sentì tendere a sentire i dettagli dello stupro, maledicendosi di averla lasciata sola. Quando Buffy andò in un’altra stanza per essere fotografata e catalogata, Spike andò dalla polizia, ascoltando le loro conversazioni. Sorridendo quando sentì che Riley era stato arrestato, il sorriso svanì quando sentì come era stato ridotto.
“La ragazza sembra messa male, ma da quello che ho sentito, anche lui non ne è uscito incolume”
“Già, ho sentito che aveva un naso rotto, delle ossa fratturate e alcuni lividi” disse un altro “Lei è sopravvissuta”
Spike tornò ad aspettare Buffy. Era orgoglioso della sua reazione a quella circostanza orribile.
Mentre aspettava, prese la borsa di Buffy e la guardò fino a trovare il suo telefono cellulare. Guardando la rubrica, trovò un numero di LA chiamato Joyce Summers.
“Pronto?”
”Signora Summers?”
“Mi chiamo Will Hawtorne” disse decidendo che era meglio usare il suo vero nome “Sono un amico di Buffy”
“WIll Hawthorne? Lein on è un attore?”
“Si, di solito mi faccio chiamare Spike. Ho incontrato sua figlia in un suo recente viaggio a LA”
“Come mai chiama? C’è qualcosa che non va con Buffy?”
“Buffy è nella stanza a fianco, ma siamo in ospedale. Joyce… sono molto spiacente di dirle che sua figlia è stata violentata”
Spike la sentì mancare il respiro mentre cercava i termini giusti “La mia bambina! Come sta ora?”
“E’ forte Joyce, i dottori l’hanon appena visitata e i poliziotti sono con lei ora. Pensavo che avrebbe voluto saperlo”
”Certo, sarò lì il prima possibile. Chi mai… Riley”
“Si. È stato arrestato qualche minuto fa”
“Sapevo che sarebbe successo qualcosa del genere. Avrei dovuto fare qualcosa”
”Capisco come si sente ma non c’è nulla che potessimo fare”
“E Caity?” chiese impaurita.
“Sta bene, è all’asilo e ho un amico che la sta tenendo d’occhio per assicurarsi che non le accada niente”
“Grazie, Mr Hawthorne”
“E’ Spike” disse “o Will”
“Grazie Spike. Sono lieta che mi a figlia abbia un amico come te. Dirai ai Buffy che sarò lì fra qualche ora?”
“Certo, ci vediamo”
Spike attaccò la conversazione quando si aprì la porta, con una Buffy più rilassata.
“Pronta ad andare amore?”
Annuì andando da lui. Lui la prese immediatamente fra le braccia, nascondendola nello spolverino. Sorrise si poliziotti e la portò fuori dall’ospedale.

Capitolo 12 - Giù le maschere

Attorno a mezzanotte, Spike mise Buffy nella stanza da letto del proprio hotel. Buffy aveva parlato a Joyce per qualche minuto e avevano deciso che avrebbe tenuto lei Caity mentre Buffy stava con Spike all’hotel. Nessuno voleva che la piccola vedesse la madre in quelle condizioni. Spike aveva chiamato Gunn, che, incredibile, stava guardando un film con Fred e le due ragazzine e gli fece il punto della situazione. Buffy aveva chiamato Fred per avvertirla di lui così lei era uscita lo aveva trovato e si era presentata.
“Torno presto amore” disse Spike guardando la bionda nel suo letto e andando poi nel salotto della suite. Qualche minuto dopo Gunn bussò alla porta.
“Hai finito per stanotte?” chiese Spike
“Nah, mi sono solo fermato per cambiarmi i vestiti, come sta?”
“E’ convalescente. Hai visto Joyce?”
“Si, cara signora, mi ha detto che non mi è permesso di dormire in macchina. Ha un divano che sembra fatto apposta per me. Ci sono delle persone ospitali in questa città.
Spike sorrise “L’avevo detto, e ten e sei accorto con Fred vero”
“Già”
“Gunn, puoi stare con lei un momento?”
“Certo, se-“
Spike guardò Gunn confuso, prima di sentirsi chiamare.
“Spike?”
Voltandosi vide Buffy in pigiama che si teneva abbracciata.
“Non dovresti essere alzata passerotto” disse andando verso di lei
“Ho sentito delle voci, cioè, ti ho sentito parlare”
Spike le sorrise, per un momento la Buffy che aveva conosciuto era emersa.
“Mi dispiace di averla svegliata” disse Gunn “Volevo solo vedere come stavate”
Buffy lo guardò curiosa
“Oh scusami, buffy questo è Charles Gunn”
Capendo chi era, fece un passo in avanti tentendogli la mano
“Mi scusi, non lo sapevo”
“E’ okay” rispose l’uomo stringendole la mano “Mi dispiace di non averla potuta aiutare”
“Ti stavi assicurando che la mia bambina stesse bene. Era la cosa più importante”
”A questo proposito passerotto, Gunn starà con te per un po”
Buffy lo guardò confusa “Dove vai tu?”
“Devo solo scappare qualche minuto, passerotto. Tornerò prima di quel che pensi” disse, dandole un veloce bacio prese il proprio spolverino “Sei in buone mani Buffy”
Buffy annuì, tenendosi mentre lo guardava andare via.
“Se non ti senti a tuo agio posso aspettare fuori” disse Gunn
Buffy gli diede un sorriso rassicurante e scosse la testa “Non è necessario. Spike si fida di te quindi non c’è ragione per cui io non dovrei. Sono stanca però, dovrei tornare a letto. Sentiti libero di guardare la televisione o così”
“Okay” disse Gunn “farò piano”
Buffy sorrise e tornò in camera chiudendo la porta dietro di se.

* * *

Spike si appoggiò al muro guardando la stazione di polizia di Sunnydale. Era incredibile tutte le cose che potevi fare se davi soldi alle persone giuste. Guardò la porta aprirsi, e due poliziotti tossicchiare
“Riley Finn” disse Spike
Riley guardò l’uomo di fronte a lui “Cosa diavolo vuoi?”
“Mi sembra di ricordare che ti avevo detto qualcosa l’ultima volta che ci siamo visti” disse Spike, alzandosi dal muro “dovevi stare lontano dalle mie ragazze. Sai cosa significa?” chiese lui a un passo dall’uomo “Che non hai ascoltato”l’ultima frase uscì da Spike mentre faceva volare il primo pugno, sul suo naso. Non potendo difendersi, Riley cercò di schivare l’attaccò, ma Spike continuò. Fra pugni e ginocchiate si sentirono i lamenti di Riley di dolore. Spike lo guardò soddisfatto mentre si rotolava a terra, poi fece un passo indietro e si accese una sigaretta. Fissò per qualche momento lo sguardo sull’uomo sanguinante e poi, chinandosi su un ginocchio, gli si avvicinò.
“Ora tu, idiota” sussurrò minaccioso “Non c’è nulla sulla terra che possa darmi più piacere di far provare a te quelo che ha provato lei. Sfortunatamente, non posso, ma sono certo che troverai un fidanzato carino in prigione che ti ricorderà ogni giorno quello che le hai fatto”
Spike gettò via la sigaretta “Non scontrarti con me di nuovo, Finn. Te ne pentiresti”Spike notò I sorrisi dei poliziotti mentre lasciava la stazione. Sapeva che chiunque fosse stato nella sua situazione avrebbe voluto vedere Finn che faceva la vittima. Mentre l’aria della notte gli colpiva il viso, tornò all’hotel.

Capitolo 13 - Rilassandosi

Quando Spike entrò nella stanza di hotel fece un cenno a Gunn per fargli sapere che poteva andare. Andando alla camera, l’aprì lentamente per guardare Buffy. Vedendola sdraiata sul letto, pensò di andare a dormire sul divano.
“Spike?”
Spike si voltò alla dolce parola sentita, ma lei parlò prima di lui “Starai con me?”
“Sono qui, amore”
“no… intendo, tienimi stanotte”
Spike annuì in comprensione e la raggiunse sul letto. Lentamente, per non spaventarla, si tolse le scarpe e la camicia prima di sdraiarsi sul letto. Buffy immediatamente si arricciò contro di lui.
“Va bene così?”
Buffy annuì. “Molto meglio. Mi fai sentire al sicuro anche solo tenendomi stretta”
Spike gentilmente le passò un dito fra i capelli mentre lei tracciava delle linee sul suo petto.
“Non tornerai a lavoro, amore, vero?”
“No, ho la mia amica Anya che sta facendo andare avanti tutto. Ha immaginato cos’è successo e mi ha detto di stare tranquilla”
“Benissimo” disse lui mentre cadevano in un altro confortevole silenzio
“Grazie di stare con me Spike” disse lei un minuto dopo
“Non potrei sognare di essere in nessun altro posto, Buffy”
Dandole un bacio sulla fronte, entrambi si addormentarono.* * * * *
La mattina dopo, Buffy si sentiva già meglio. Entrò nella sua routine abituale di cosa da fare per prepararsi a quella giornata, cercando di non guardare il suo riflesso nello specchio. Quando finalmente lo guardò, vide che alla fin fine stava tornando a essere donna. Subito dopo la violenza, Buffy si era sentita come se non fosse lei ad avere il proprio corpo. Ora, che qualche livido iniziava ad ingiallirsi e a sparire, Buffy stava iniziando a sembrare quella di sempre.
“Questo non accadrà di nuovo” si disse allo specchio
“Lieto di sentirlo, amore”
Buffy guardò e sulla soglia vide Spike che la guardava, prima di continuare “Comunque, ho sentito che hai dato anche tu una lezione a Mr Finn”
“Già, beh, non è che mi piaccia essere stuprata”
Spike dovette sopprimere un sorriso alla forza nella sua voce. se non fosse per le circostanza, gli sarebbe piaciuto questo lato di Buffy.
“Il carnevale è in città, ho pensato che se ti senti meglio potremmo portarci Caity stasera”
Buffy annuì “Si, voglio mettermi tutto questo alle spalle e mi manta Caity”
“Okay. Devo chiamare il mio agente e sistemare un paio di cose, poi possiamo andare a fare colazione, ti va di ordinarla?”
Buffy guardò il proprio riflesso di nuovo prima di voltarsi verso Spike “Fantastico. Passerò la giornata a sentirmi meglio”
Spike andò da lei e le diede un bacio sulla fronte “Finirò con il mio lavoro fra pochissimo, passerotto”
“Non ti sto trattenendo da qualcosa, vero?”
Spike si voltò verso di lei con un sorriso “No, nulla di importante”
“Spike” disse lei con tono preoccupato “Non puoi mollare tutto quello che stai facendo per stare qui con me. Hai un lavoro. Un lavoro che paga tanto, e non dovresti perderlo”
“Buffy” disse lui “Non sto perdendo lavoro. Solo delle interviste e incontri con la stampa. Sei molto più importante di questo. E poi mi ero già preso del tempo per l’inizio del prossimo anno. Ho bisognod i una pausa, quindi non preoccuparti”
Buffy annuì con un sospiro e lui uscì dalla porta.* * * * *Più tardi quella sera, Buffy si vestì con I suoi jeans preferiti e un maglioncino nero con scollo a V. mise del fondotinta sui lividi e del gloss per coprire il suo labbro infortunato. Una volta finito, Buffy si guardò allo specchio. Aveva messo più trucco di quello che era abituata, ma non sembrava che si fosse data una torta in faccia quindi andava bene. Iniziava a sentirsi meglio, quindi aveva rifiutato di parlare con uno psicologo. Già dire i dettagli alla polizia è stato doloroso, ma si sentiva meglio a non essere l’unica a saperlo.
Spike era in piedi sulla soglia, che la guardava finire di mettersi le scarpe. Sembrava si stesse rimettendo. Sapeva che gli scuri marchi erano solo coperti nel suo corpo, ma il suo viso non sembrava messo così male. Anche se il peggio era coperto dal trucco, Buffy sembrava quasi se stessa. Lui sapeva che farle passare una serata fuori l’avrebbe fatta stare ancora meglio.
“Pronta ad andare, amore?”
“Si. Hai chiamato mia madre?”
“si, sta preparando Caity”
“Vuole venire?”
“Dice che ci troviamo là”
“Okay, andiamo”
Qualche minuto dopo, Spike era arrivato con la macchina nel vialetto di casa di Buffy. Spike vide Gunn caricare delle cose nella propria macchina e si fermò a parlargli mentre Buffy prendeva la figlia.
“hey ragazzo” disse Gunn voltandosi verso l’amico “Hai bisogno di me stasera?”
”E’ per questo che sono venuto. Hai lavorato tanto da quando sei arrivato, e penso ch tu debba avere la sera libera”
“Hey, suona bene”
”Okay” disse Spike voltandosi verso la casa “Sembra che le mie ragazze siano pronte ad andare”
Gunn cercò di soffocare il sorriso al tono possessive nella voce di Spike “Già, divertitevi stasera. Ve lo meritate”* * * * *Spike fu trainato dal parcheggio alla fiera da una bimbetta che gli teneva salda la mano.
“Su, zio Spike, vieni!” disse lei frettolosa.
Spike rise al tono frenetico della sua voce e si voltò a vedere Buffy. Pagata l’entrata, Caity gelò. Stette lì in piedi per un minuto, persa nelle luci e nei suoni. Spike sorrise al vederla così incredula prima di prenderla e tenerla in braccio.
Un ora dopo, Caity era ancora forte, risultato dello zucchero filato e alla limonata ghiacciata che le avevano preso. Buffy teneva il pesciolino, l’orsacchiotto e lo Zinnie Pooh che Caity e Spike avevano vinto.
“Zio Spike, mi porti nel carosello?”
Spike mise su un espressione di panico e guardò Buffy “Penso che forse tua madre sarebbe meglio di me su quello”
“No, è okay, puoi portarla tu” disse Buffy cercando di sopprimere una risata all’espressione orrificata del ragazzo. Caity lo stava già portando là e Buffy non riuscì più a smettere di ridere sentendo l’espressione “stupidi cavallini trottanti” che Spike diceva per cercare di convincere Caity a non portarcelo.
Guardandosi intorno, Buffy cercò una panchina in cui sedersi e appoggiare un momento I premi. La notte le stava facendo più bene di quello che pensava. Dopo aver cercato un minuto, Buffy trovò una panchina vicino all’entrata della fiera, abbastanza vicino al carosello da vedere quando fosse finita la corsa. Si sedette, con i premi della figlia accanto a se.

* * *

Spike guardò dalla sua posizione da una delle panchine e un brivido gli passò la schiena. Aveva convinto Caity a non fargli cavalcare i cavallini e stava in piedi guardandola mentre si divertiva. Spike prese Joyce e le chiese di tenere d’occhio la bambina all’inizio della corsa, e si era voltato per cercare Buffy quando il suo telefono suonò.
“Pronto”
”Spike sono Gunn. Ascoltami, ho delle brutte notizie. Sembra che Finn sia evaso stamattina presto, e nessuno sa dove sia”
Spike sentì il proprio corpo diventare freddo, e si alzò dalla panchina cercando freneticamente Buffy nell’area.
“Spike? Ci sei? Mi hai sentito?”
“Si compagno, ti ho sentito, e non riesco a trovare Buffy”
“Cosa vuoi dire non riesci a trovarla?”
“Intendo quello che ho detto. Caity e io l’abbiamo lasciata all’inizio della corsa e ora non riesco a trovarla” disse piano per non allertare Caity con la sua conversazione.
La corsa stava finendo quando Spike la vide. Una panchina vuota con i premi di Caity su di essa. Senza pensare, riagganciò la conversazione e prese la piccolina. La affidò alla nonna e corse alla panchina.
“Spike che succede?”
Spike la ignorò e iniziò a guardare l’area circostante senza trovarla.

Capitolo 14 - Sapersi difendere

Buffy lentamente scosse la testa mentre I suoi ochci cercavano di focalizzare. Guardandosi intorno, vide che era in un area boscosa, appoggiata ad un albero. Cercando di muovere le braccia, vide che erano legate dietro la schiena. Cercando di aprire la bocca per gridare vide che anche quella era coperta.
“Bene, ci sei”
Buffy si voltò spalancando gli occhi alla vista di Riley Finn, e immediatamente scosse il suo corpo.
“Non volevo colpirti così forte, ma alla fine ho fatto bene. Sei rimasta svenuta solo qualche minuto, che mi ha aituato dato il tuo temperamento.”
‘E’ completamente pazzo’
“Lo sai” continuò lui “pensavo che avessi imparato la lezione dalla volta scorsa. Intendo, all’inizio pensavo di essere stato troppo duro con te, ma alla fine sono stato abbastanza buono da darti modo di ricordare il nostro tempo insieme”
Buffy sentì il proprio stomaco rivoltarsi.
“Non era così bello come quando stavamo insieme, ma ti ha dato spunti di riflessione. Lo sai, magari il tuo nuovo ragazzo non è uomo quanto me”
Questa volta Buffy iniziò a tentare di mordere il bavaglio.
“Lo sai io potrei lasciarti parlare, ma devo dirtelo, se urli…” tirò fuori un coltello “Ti forzerò al silenzio”
Buffy tremava mentre lui si avvicinava, avvicinandole il coltello al viso e spaventandola.
”Smettila di muoverti o ti faro male, non lo vuoi vero?” chiese mentre rimuoveva il bavaglio. Buffy cercò di riprendere la sensibilità della mascella, prima di lanciargli uno sguardo glaciale.
“Sei totalmente psicotico, lo sai vero?”
“ora, Buff, il modo in cui mi hai chiamato non è carino. Non vuoi che io perda la calma e vada a cercare mia figlia e portarla da qualche parte, vero”
“Tu figliod i puttana” grido “NON SEI suo padre. Angel lo è, e tu eri suo amico. Cosa direbbe se ti vedesse?”
“Oh, penso che sarebbe orgoglioso di come sono stato attento alla sua famiglia. Molto più del tuo attore che ti sta usando”
“Caity è felice con Spike di quanto non lo sia mai stata con te, quindi non tentare di recitare la parte del padre. Non ti appartiene, Riley”Questo sembrò farlo arrabbiare e strinse il suo coltello un po di più
“Tu piccola puttana. Pensi di essere una buona madre? Restare incinta a 17 anni e non riuscire a tenere vivo il padre di tua figlia? Già, so che ti colpevolizzi della morte di Angel, e sai cosa? Anche io Buff. Ma la sai una cosa? Non sei stata tu. Ricordi quando sono sparito per un po’ due anni fa?”
Buffy alzò un sopracciglio “A dirti la veritò Riley, non mi è mai importato di te, quindi la risposta è no. Non mi ricordo di te affatto”
Riley fece un passo avanti e diede uno schiaffo a Buffy per la sua insolenza. Prendendo un grosso respiro, lei sorrise e tornò a guardarlo.
“Sai sento che inizio a perdere la pazienza Buff. Il tuo modo di non curarti di quanto vieni punita, hai sempre messo su una faccia coraggiosa”
Buffy non disse nulla sentendo che forse stava riuscendo a slegarsi.
“Vedi, Angel ha sempre avuto tutto quello che ho voluto io. Crescendo, aveva i migliori giochi, i migliori vestiti, e man mano che diventavamo grandi, aveva le migliori ragazze” disse guardando Buffy “Ho iniziato ad avere del risentimento per questo, e dopo un po’ ho lasciato la città. Non so esattamente perché al tempo, semplicemente mi sono preso su e sono andato. E ho capito cosa non andava bene nella mia vita. Se non ero io, era lui. Quindi ho iniziato a chiedere in giro. Per farla breve, l’incidente di Angel non è stato accidentale”
Buffy gelò guardando negli occhi di Riley
“Beh vedi, c’era questo ragazzo che era più che felice di darmi una mano. È andato contro la macchina del tuo fidanzato circa a 60 miglia all’ora, ed è uscito di scena. Non ti sei mai chiesta perché non hanno mai trovato il ragazzo Buff? Perché hanno chiuso il caso dicendo che era solo un autista ubriaco?”
Buffy sentì le lacrime andargli agli occhi cercando di capire cosa le stava dicendo.
“Dopo quello, è stato facile per me prendermi un posto nella tua vita. La sciocca amante che aveva bisogno di un padre per sua figlia. Era perfetto. Ti ho dato qualche mese per non farla sembrare una cosa intenzionale per entrare calmo nella tua vita. L’unico problema di questo piccolo scenario, Buff, è che tu non mi hai mai accolto del tutto. Non mi hai mai amato come io ho amato te. Troppo occupata a piangere per il tuo povero ragazzo per darmi un po di te. Poi quando mi hai detto che non potevo essere il padre di Caity, ti ho dato quello che meritavi”
Buffy fremette al suono della tua voce. la sua mente la richiamò in fretta e sentì la rabbia esploderle dentro.
“Quindi, RIley, mi stai dicendo che eri un patetico nessuno che non poteva trovarsi una ragazza quindi ha pensato di pagare per uccidere il suo migliore amico e prendergli la vita? Si, certo, sei un vero uomo”
Buffy sentì la corda cedere e si alzò in piedi mentre lui la guardava scioccato. Buffy lo colpì con un calcio al suo ginocchio e un grande senso di soddisfazione al crack che sentì la riempì mentre lui piangeva. Cercò di guardare se ci fosse una luce provenire da qualche parte e sussultò quando si trovò sbattuta a terra. Si sentì schiacciare da lui, e le memorie dell’altra notte le tornarono alla mente pietrificandola.
“Vuoi giocare ancora Buffy?” chiese lui facendole sentire il gonfiore dei suoi pantaloni.
“Certo” disse lei prendendogli la faccia con una mano.
Riley gridò di dolore mentre cercava di copirla ma lei si spostò in tempo, scivolando via da sotto di lui mentre lui cercava con una ano di tenerla a terra. Cercando di spostarsi da lui con le mani e le ginocchia, si rimise in piedi e lo sentì dietro di lei.
“Oh Buffy” disse lui
Guardò oltre le proprie spalle e sentì il dolore di un coltello graffiarle la pelle del braccio. La sua mano sinistra andò a coprirsi la ferita. Mentre Buffy si preparava a spingere il coltello dentro di lei. Spostandosi, lo calciò e lo guardò cadere a terra. Lo guardò un momento spostandosi indietro. Quando non lo vide moversi, si sentì avvicinarsi a lui contro la propria volontò. Colpendolo piano con la punta della scarpa, prese un passo indietro. Non si muoveva.
Si fermò quando vide una pozza di sangue che si espandeva a terra. Gelò, stavolta sentendo il proprio nome. Si teneva ancora il braccio guardando fra le ombre degli alberi.
“Buffy!”
“Sono qui!”
Pochi secondi dopo, Spike la trovò e la prese fra le braccia “Ero così preoccupato”
“Sto bene” sussurrò, nascondendo la testa nella sua spalla.
Spike guardò oltre la sua spalla e vide Riley steso a terra. Mettendo protettivamente Buffy dietro di se, andò più vicino all’uomo e gli diede on calcio. Buffy sussultò quando lo vide rotolare, con il coltello piantanto nel proprio petto. Spike si mosse a coprirle gli occhi e portarla via prima di tornare a tastargli il polso.
“Dannazione” disse piano, perché Buffy non potesse sentire “Speravo quasi che fossi vivo così potevo avere il mio turno, idiota”
Alzandosi, Spike chiamò Gunn, gli disse brevemente cos’era accaduto prima di voltarsi verso Buffy per portarla via di lì.* * * * *Quando Buffy e Spike emersero dal boschetto, lei vide sua madre e sua figlia correre verso di loro. Buffy prese Joyce da parte e le disse cos’era accaduto, chiedendole di riportare Caity a casa. Joyce annuì, abbracciando la figlia, prima di prendere la bambina e portarla via. Buffy sentì lo shock iniziare a calmarsi e Spike le esaminò il taglio.
Dopo qualche minuto, Buffy sentì le sirene in distanza e vide le luci della polizia andare verso di loro.
“Mis Summers?” chiese una brunetta con un sorriso amichevole a Buffy “Sono Cordelia Chase. Lavoro per il dipartimento di polizia di Sunnydale e mi chiedevo se potrei farle qualche domanda’”
Buffy annuì e inziò a raccontare a Cordelia tutto quello che era accaduto nell’ora successive mentre I medici le mettevano a post oil braccio. Qualche minuto dopo, la poliziotta fu chiamata via per parlare con una collega prima di tornare.
“Miss Summers, hanno trovato il corpo, ed è chiaro che è stata legittima difesa, quindi non deve preoccuparsi di niente, d’accordo?”
Buffy annuì mentre Cordelia parlava a Spike “Spike Hawthorne, giusto?” Spike annuì e le strinse la mano “Dica al suo amico Charles Gunn grazie per la chiamata.”
Spike capì tutto e squadron la ragazza “Tu sei l’amica nel dipartimento”
“Si, sono io. Ho cercato di costruire un caso solido su questo ragazzo dalla prima denuncia.” Voltandosi verso Buffy, le offrì un altro sorriso “Vada a casa e riposi. Può chiamarmi per qualunque cosa”
“Grazie” disse piano
Cordelia si voltò verso Spike e disse “E’ passata sopra a tante cose, si assicuri che stia bene”
Spike annuì e andò verso buffy mettendole un braccio intono alla vita mentre la riportava alla macchina.
“L’ho ucciso Spike”
“Lo so, passerotto”
“Lui stava per uccidermi”
“So anche questo”
“Lui ha ucciso Angel”
Spike stette in silenzio cercando di assorbire l’informazione per la prima volta. Mettendola in macchina, l’aiutò e la riporò a casa. Al sicuro nel vialetto di casa Summers, Spike si voltò a guardarla “Bene, devo riconoscertelo riccioli d’oro. Sai prenderti cura di te”
Buffy gli diede un sorriso dolce e si lasciò portare in casa.

Capitolo 15 - Riconnettersi

La settimana passò e la vita lentamente tornò normale. Spike aveva organizzato a Caity un bellissimo compleanno in una pizzeria e aveva invitato tutti I suoi amichetti delll’asilo. Anche Gunn si era fatto bedere, ma più che altro per l’invito di Fred. Willow e Xander anche si erano fatti vedere, anche se avevano deciso che stavano meglio come amici. Willow stava da qualche giorno con un musicista, e Buffy aveva presentato Xander ad Anya al parti. I due si erano trovati subito, anche se Anya l’aveva un po’ spaventato con i suoi frequenti riferimenti sul diritto della donna all’orgasmo.
Erano passati pochi giorni dalla festa, e Spike era pronto ad andarsene quella notte
“Resta” sussurrò lei
“Sei sicura Buffy?”
“Sono sicura, resta con me. Abbiamo aspettato così tanto tempo, e con tutto quello che è successo… sono pronta a lasciarmi il passato alle spalle”.
Senza dargli la possibilità di replicare, Buffy gli diede un bacio. Le mani di Spike salirono ai suoi capelli di seta passandoci in mezzo le dita mentre approfondiva il bacio.
Avevano aspettato tanto tempo, Buffy non si sentiva a suo agio con l’intimità e Spike aveva paura di farla soffrire. Ora, le loro lingue si incontrarono, e Spike la prese fra le braccia e la portò in camera da letto, senza smettere di baciarla.
Chiudendo la porta dietro di loro, mise Buffy sul letto ed iniziò a spogliarla lentamente mentre lei gli sbottonava la camicia.
“Mi sei mancato Spike” sussurrò lei
Spike si sentì morire mentre lei lo toccava gentilmente “Mi sei mancata anche tu, piccola”
entrambi spogliati, Spike lasciò teneri baci sulla sua pelle. Raggiungendo le labbra di lei, divenne più frenetico e desideroso, chiedendosi come avesse fatto a vivere senza il tocco di quella donna per tutto quel tempo.
“Spike…fermati”
Nel tempo di un secondo per percepire la richiesta, Spike si era spostato da lei “Ti ho fatto male?”
“No” disse lei con un sorriso per la sua gentilezza “Posso stare sopra io? E’ solo… mi sentirei meglio se avessi il controllo”
Spike sorrise, prendendole i fianchi e potrandola su di lui “Il tuo desiderio è un ordine”
Buffy ridacchiò chinandosi per dargli un bacio. Prima che Spike capisse cosa stava accadendo si sentì penetrare nel suo passaggio bollente. Buffy gemette in risposta iniziando a muoversi lentamente sopra di lui. Spike le prese i fianchi, cercando di pensare a qualcosa che lo tenesse lontano dall’orgasmo che stava per raggiungere. Si sentì come un ragazzino di nuovo mentre Buffy aumentava il ritmo.
“Qualcosa non va?” sussurrò lei, senza fermarsi
“No… sto solo cercando di durare…”
“Buffy sorrise mentre Spike apriva gli occhi “E penso che tu stia ignorando il mio problema un po’ troppo”
Buffy non rispose, si limitò ad alzarsi dalla sua asta rigida e riabbassarsi, gettando la testa all’indieto con un gemito. Spike sentì i suoi occhi ruotare all’indietro per quella visione prima di usare i fianchi di lei come presa per mettersi a sedere. Buffy sussultò per la nuova angolazione e incontrò i suoi occhi, chinandosi a bacialo freneticamente mentre i suoi movimenti diventavano irregolari.Spike la tenne stretta a se finchè non fu completamente immerso in lei. Tenendola, iniziò a muoversi baciandole la gola. Buffy sussultò mentre lui le accarezzava un capezzolo con la mano libera. Mentre i baci si abbassavano fra i suoi seni, spike usò l’altra mano per tenerla stretta a lui mentre le sue labbra cercavano il capezzolo non ancora tormentato..
“Spike… ho bisogno di te… ho bisogno… ti prego…”
Spike abbandonò il proprio lavoro per allacciarle i fianchi di nuovoo “So di cos’hai bisogno, amore. Hai bisogno che io… venga dentro di te”
Buffy sentì i propri muscoli interni tendersi
“Spike!” sussurrò frenetica, e Spike sapeva di essere vicino. Aumentando ancora di più il ritmo, la spinse su di lui per farle incontrare la sua spinta. Le raggiunse la bocca con una mano per evitare il suo grido di rilascio, poi sentì il proprio piacere prendere il controllo di lui.
Lasciando la stretta sulla sua bocca, Spike spinse qualche altra volta, per sentire l’ipersensibilità post-orgasmo di entrambi. Buffy si mosse lentamente da parte, collassando sul cuscino al fianco di Spike
“Questo era…”
Spike la guardò, sorridendo mentre le sue mani scendevano giù lungo le gambe di lei
“Cosa stai facendo?”
“Beh, penso che sto facendo questo…” disse trovando il piccolo fascio di nervi e accarezzandolo gentilmente con un dito
“Non posso… è … è troppo…” sussurrò lei
“Lascialo solo andare, passerotto “ sussurrò lui, accarezzandole il collo in modo seduttivo. Buffy sussultò quando un lungo dito entrò nelle sue profondità, arcuò la schiena alla nuova sensazione.
“Spike-“
“Lascialo andare, piccola” fondendo le labbra con le sue, sorrise quando lei si spinse contro la sua mano
Venendo.
Fermandosi un momento, Spike la fissò
“Era okay” disse lei senza fiato .
Spike alzò un sopracciglio guardandola
“Beh” disse lei prendendo la sua asta che si induriva “Penso che tu potresti fare di meglio”
Con un sorriso, Spike si mise sopra di lei,
“Penso che sarà una lunga notte, passerotto” disse lui, muovendosi con profonde spinte e sorridendo alla donna sotto di lui che stava visibilmente per perdere il controllo di nuovo

Capitolo 16 - Oh, Diamine

”Ti chiamo quando ho finito, okay?”
“Okay” disse Buffy dall’altra parte del telefono.
Era passata una settimana dalla prima notte di ripresa. Una settimana di notti passate a fare l’amore e a svegliarsi felici e soddisfatti. Ora Spike era tornato a LA per la prima del suo nuovo film. Inizialmente, aveva voluto che Buffy andasse con lui e poi decise contro quando si rese conto che i paparazzi avrebbero iniziato a stare davanti a casa sua. Prima o poi sarebbe successo comunque, ma più tardi era meglio era.
“Ora devo andare, ma ci sentiamo presto, okay?”
“Okay”
Dopo aver riattaccato, Buffy iniziò a preparare la cena. Un ora dopo, era seduta sul tavolo della cucina, leggendo una rivista, aspettando che la carne si finisse di cuocere quando sentì Caity.
“Mamma, mamma! C’è sio Spike in TV!”
Buffy corse in salotto e sorrise all’uomo sullo schermo. Indossava un costoso smoking e sorrideva alle fan adoranti dal tappeto rosso. Buffy alzò il volume per sentire il commento del giornalista e sentì il suo sorriso sciogliersi sedendosi accanto alla figlia.
“Sembra che dopo un periodo di pausa autoimposta, Spike Hawthorne sia di nuovo sulla bocca di tutti e pare che lui e la sua co-protagonista Drusilla Bennet siano molto affiatati anche nella vita reale”
Buffy guardò scioccata la bellissima bruna, alta, mentre veniva ripresa in primo piano in piedi accanto a Spike, che le teneva un braccio intorno alla vita sottile tenendola stretta. Buffy sentì il giornalista che ancora parlava.
“Ms Bennett ha sempre gioito del flirt con il suo sexy co-protagonista e recentemente mi ha confidato di voler portare avanti la storia e farla passare di grado, se lui l’avesse voluto. E sembra che ce l’abbia fatta”
Buffy sentì le lacrime riempirle gli occhi mentre guardava Spike sussurrarle qualcosa all’orecchio, e la brunetta ridere prima di voltarsi e dargli un bacio appassionato. Il suo stomaco si rivoltò, e Buffy prese qualche respiro profondo per calmare i nervi.
“Mamma, perché lui bacia quella donna?”
“Non lo so Caity, penso che lui stia solo salutando un’amica. Va a lavarti le mani per la cena”
Buffy spense la TV e andò in cucina quando suonò il telefono.
“Pronto”
“Buffy sono Anya. Abbiamo un grosso problema. Il ragazzo che avrebbe dovuto fare lo show alla galleria questo weekend ha chiamato e ha detto che non può lasciare New York prima di Venerdì notte.”
“Dobbiamo preparare tutto entro sabato mattina”
“Lo so. Dice che avrebbe mandato qualcun altro ma che tutti i suoi collaboratori sono impegnati in altre cose”
“Meraviglioso” disse Buffy sarcastica “Lasciamo chiamare mia madre e vediamo cosa possiamo fare. Puoi lavorare per il resto della settimana?”
“Certo”
“Okay, ti richiamo”
Buffy riagganciò e preparò a Caity un piatto per cena prima di prendere il cordless e comporre il numero di sua madre. Spiegando la situazione mentre andava avanti e indietro per la casa prendendo borse e vestiti, si mise d’accordo per affidare a lei Caity andando all’aeroporto. Velocemente preparò i bagagli per se e la figlia, e chiamò per il biglietto. Prendendo un volo per le undici quella notte, tornò giù per le scale.
“Okay Caity, andrai dalla nonna mentre la mamma fa delle cose per lavoro”
“Yay!”
“Vado a controllare di aver sistemato tutto e poi partiamo”
Buffy pulì velocemente la cucina, assicurandosi che tutte le apparecchiature fossero spente, poi andò alla porta. Prendendo il telefono, vide che la batteria era quasi scarica e prese in mano il ricambio.
‘Oh beh’ pensò ‘non sono sicura di voler parlare con Spike dopotutto. Non ne sono sicura dopo che ha messo in piedi quella scenetta con la sua co-protagonista’.
Spegnendo il telefono, Buffy lo lanciò nella borsa e prese le chiavi. Corse alla macchina per mettere dentro i bagagli e poi tornò in casa.
“Su Caity” chiamò la figlia apparsa in cima alle scale, con in mano l’orsacchiotto che Spike le aveva vinto.
“Chi darà da mangiare a Goldie?”
sospirando, Buffy andò su per le scale a prendere il pesce rosso. Tornando giù, fece entrare la figlia in macchina, e si mise d’accordo con il suo vicino per dare da mangiare al pesce per il resto della settimana, poi salì in macchina
“Siamo pronti ad andare, piccola?”
“Yep” disse lei tenendo l’orsacchiotto.

* * *

Buffy fece a malapena in tempo a salire sull’aereo prima di crollare. Ora era seduta sul suo sedile, che beveva il suo caffè, e lasciò che la sua mente lavorasse. Il bacio che Spike aveva dato alla sua co-protagonista le era sembrato così adorante. Sapeva che lui teneva a lei, ma se Buffy fosse stata solo l’altra donna nello scenario? Il pensiero non l’aveva sfiorata finchè Spike era a Sunnydale, ma ora ci pensò, ed iniziava a prendere senso. Il suo cuore si appesanti finchè non fu addormentata.* * * * *Buffy si spostò per l’aeroporto JFK dopo aver preso le sue borse. Non si sentiva al 100% sicura a quest’ora in una città che non conosceva, ma non ci diede peso. Dopo aver preso un taxi, Buffy diede all’autosta la strada all’hotel in cui stava sempre sua madre. Joyce era stata abbastanza gentile da chiamare e prenderle la prenotazione mentre lei andava a LA.
Arrivata, Buffy uscì dalla macchina. Pagata la corsa e presi I bagagli, entrò per il check in e le fu mostrata la sua stanza. Era una stanza bellissima, una suite con un salotto, la camera e un balcone.
Buffy andò subito al balcone e stette lì in piedi a guardare la città. Al contrario della calma esteriore, era scossa, era emozionalmente spezzata per aver visto l’uomo di cui si era innamorata baciare un’altra donna. Una donna di cui Buffy si sentiva inferiore in ogni modo.
Decise di andare in camera e non spaventarsi per il resto della notte, anche se era più facile dirlo che farlo. Chiudendo la porta del balcone, prese la borsetta e mise il telefono in carica. Non voleva accenderlo. Aveva abbastanza da fare quella notte per dover anche stare a sentire le scuse di Spike. Aveva appena detto a sua madre cos’era successo, ma non potè riceverne aiuto perché doveva correre a prendere il volo.

* * *

Spike si stava preoccupatndo. Aveva tentato di chiamade Buffy a casa e sul cellulare per le passate ore e non ci fu risposta. Finalmente chiamò Joyce e fu sollevato di sentire la sua voce.
“Joyce, sono Spike. Senta, sono in città, e avevo detto a Buffy che l’avrei chiamata stasera ma non la trovo a nessuno dei due telefoni”
“E’ perché non c’è Spike”
”Beh, dov’è?”
“Ha avuto un emergenza di lavoro”
“Quindi dovrei provare alla galleria?”
“No, non c’è”
“Joyce, perché non mi dice dov’è Buffy?”
“Perché, William, hai ferito la mia bambina”
“E come accidenti ho fatto a farlo da un’altra città?”
“Hai sentito parlare di una cosa chiamata televisione? Trasferisce tutte queste graziose immagini da un posto ad un altro, e quando qualcosa di grande accade nell’industria dell’intrattenimento, è una grande notizia. Come due co-protagonisti che si baciano di fronte alle telecamere”
“Per l’inferno maledetto” mormorò Spike “Joyce, mi dica che lei non l’ha visto”
“Ora, Spike, mia figlia non è stupida. Ha affrontato quello che ha visto, aveva un emergenza di lavoro, e ha portato Caity da me”
“Quindi non le è importato?”
“Ho detto questo? No. quello che ho detto, è che l’ha affrontato”
“Ma hai detto che Caity è con te quindi lei è qui”
“Spike, non penso che lei voglia che tu sappia dov’è ora”
“Joyce, la prego. Quello che a visto… non era quello che sembrava. La prego mi dica dov’è così potrò spiegarle
“E’ a New York”
“New York! Che diavolo è maledettamente andata a fare a New York^”
“Te l’ho dettò, ha avuto una-“
“emergenza di lavoro, certo” disse.
“Esatto. Buonanotte Spike”
Chiusa la telefonata, Spike si mise la testa fra le mani “Hai davvero fatto un bel casino, idiota”

Capitolo 17 - Sta piovendo, diluviando

Buffy si svegliò la mattina dopo, sentendosi peggio della notte prima. Aveva deciso che non era abbastanza per Spike. Tutto quello che doveva fare ora era accettarlo. Uscendo dal letto, sospirò. Sarebbe stata qui fino a metò di Giovedì.
Dopo una lunga doccia, si vestì con un paio di pantaloni bianchi e una maglia a scollo a V. Si asciugò i capelli, mise le scarpe e prese il cellulare. Avrebbe finito tutto quello che doveva prima di riaccenderlo o andare a fare shopping.* * * * *Spike quasi gettò il telefono contro il muro per l’irritazione. Buffy non rispondeva, e non sapeva nemmeno dove fosse. Poi gli venne un idea e compose un nuovo numero.* * * * *Buffy si massaggiò il collo dopo la lunga giornata. Aveva dovuto scendere a compromessi con l’artista arrabbiato per le sette ore precedenti, e le sembrava di stare per esplodere. Non era colpa sua se lui era così stupido da non volerle affidare i suo lavoro. E poi lui non sapeva che lei era una donna, una donna potremmo mai assicurarsi che dei quadri arrivino salvi da una parte all’altra del paese? Buffy gli aveva quasi detto dove si poteva infilare i suoi quadri, ma si morse la lingua. Aveva bisogno di questa commissione, e non poteva lasciarsela scappare.
Uscendo dall’edificio, Buffy guardò il cielo e vide che stava per piovere.
“Grandioso” mormorò lei “Una splendida giornata finchè non metto piede fuori”entrando nel primo ristorante che vide,andò al bar. Togliendo il telefono dalla tasca, vide diverse chiamate da Spike e messaggi vocali e decise di sentirli più tardi. Vide una chiamata di Anya e la richiamò immediatamente, raccontandole della giornata e promettendo di tornare con qualcosa per lo spettacolo. Riattaccando, ordinò un drink e fu sorpresa di sentire una voce maschile che le parlava.
“Bella ragazza come te che beve sola? Qualcosa non va…”
Buffy si voltò e gli sorrise “Brutta giornata”
“Ho sentito” disse accennando alla telefonata “Sono Lindsey, Lindsey McDonald”
“Buffy Summers” disse stringendogli la mano
“Allora, cosa ci fa qui una ragazza come te senza nessuno? Fammi immaginare, tu e il tuo ragazzo avete litigato”
“Qualcosa del genere”
“E lui non ha chiamato”
“Veramente lui lo ha fatto… solo che io non ho risposto”
”Penso sia quello che le ragazze fanno. Siedono al telefono, aspettano che suoni”
“Non sono come tutte le ragazze” rispose “Sono volata attraverso il paese per stargli lontano e ignorarlo per un po”
“Sei seria?” chiese incredulo.
“Più o meno. Sono volata dall’altra parte del paese, ma per lavoro, e lo sto ignorando di conseguenza. Del resto lui non ha mai detto di essere il mio ragazzo”
“Penso che il ragazzo sia un idiota. Allora da dove hai volato?”
“California”
“Davvero? Conosci qualche star famosa?”
Buffy rise “Veramente si, una sola”
“Impressionante”
Buffy guardò Lindsey mentre lui apriva gli occhi “Non è che è Spike Hawthorne, vero?”
Buffy gelò “Come-“
“Non è stato bello andare in un’altra città, passerotto” disse una voce seduttiva all’orecchio
Buffy si voltò e davanti a lei c’era uno Spike bagnato di pioggia
“Cosa diavolo ci fai qui?”
“Ora ora, amore. Non mi presenti al tuo amico?” chiese Spike
“Onestamente non mi è passato per la mente. Cosa ci fai qui?” ripetè
“Ti cerco”
“Ora che lo hai detto, come hai fatto?”
“Tante cose, amore”
“Come…”
“Come volar qui presto stamattina dopo che tua madre mi ha detto dov’eri. Chiamare Anya mentre ti cercavo, aspettarti all’hotel mentre eri fuori, e finalmente ricevere una chiamata da Anya qualche minuto f ache diceva che ti aveva appena parlato ed eri ad un bar”
Buffy lo guardò incredula mentre lui raccontava la storia
“Beh, mi dispiace che tu abbia fatto il tuo viaggio per niente. Ci vediamo”
Buffy si alzò dalla sedia e sorrise a Lindsey “Piacere di averti conosciuto”
Lasciando dieci dollari sul bancone per il drink, Buffy evitò la mossa di Spike per prenderle il braccio e andò alla porta. Ruggendo mentre la pioggia la bagnava, sentì Spike seguirla. Andando verso l’hotel, sensì Spike correre e fermarla.
“Buffy…Buffy… aspetta, passerotto”
“Perché?” chiese lei, voltandosi per fronteggiarlo “Perchè devo aspettarti? È ovvio che non hai bisogno di me”
“Buffy, il bacio-“
“Mi ha aperto gli occhi, Spike, ti ho detto mesi fa che non avevo niente da offrire ad una star del cinema. Avresti dovuto credermi”
“E io ti ho detto di non venderti a poco amore”
“Allora perché dei andato con un’altra donna davanti alla tv nazionale?”
”Mi dispiace. È stato per pubblicità”
“Già, la sua lingua nella tua bocca era molto pubblica” gli sputò prima di voltarsi e ripartire.
“Non era così Buffy. Il regista voleva che lo facessimo per le telecamere. Non volevo, ma è per questo che sono pagato tanto” disse lui, seguendola mentre la pioggia batteva su di loro
“Lo giuro, se avessi saputo quanto male ti avrebbe provocato non l’avrei fatto, e non lo farò mai più. Non me ne frega un accidente di Dru”
Buffy si fermò senza voltarsi “e perché vieni da me?”
“Perché sono innamorato di te”
Buffy si voltò per guardarlo. I suoi occhi erano aperti, come se fosse un ragazzino, spaventato da un possibile rifiuto “Mi ami?”
“Ti ho amata dalla notte in cui sono venuto a casa tua. La notte che ho incontrato Caity” disse piano “Ho capito che non potevo vivere senza di te.” Continuò avanzando verso di lei piano “Quando ho sentito cosa stavi passando, non ho potuto fare a meno di tentare di proteggerti. Tutto quello che fai, il modo in cui stai con tua figlia… mi innamoro di te ogni volta che ti vedo”
Buffy si tolse i capelli bagnati dalla faccia per guardarlo meglio. “Anche io ti amo” disse così piano che Spike dovette rimanere a guardarla per un minuto prima di sorridere felice. Buffy sorrise di rimando mentre lui la prendeva e la sollevava facendole fare un girotondo prima di rimetterla giù e baciarla. Buffy gli mise le braccia intorno al collo mentre lui di nuovo la sollevava. Questa volta, era per avere miglior accesso alle sue labbra. Mentre lentamente si separavano, si guardarono bagnati dalla pioggia.
“Andiamocene da qui” disse Buffy. Spike la rimise a terra e lei gli prese le mani correndo insieme a lui lungo la strada, verso l’hotel.

Capitolo 18 - Fare pace

Spike e Buffy fecero a malapena in tempo ad attraversare la porta dell’hotel prima che le labbra di lui fossero su quelle di lei ancora. Freneticamente le sbottonò la camicetta e le slacciò i pantaloni, Buffy lavorò equamente per sbottonare la camicia di lui. Finalmente rivelando i solidi muscoli del suo petto, Buffy tracciò con le unghie il suo petto mentre Spike le toglieva i pantaloni dalla pelle bagnata. Ridacchiando, Buffy gli prese la mano e lo portò in camera da letto.
Spike camminava a pochi passi da lei, godendosi la vista del suo sedere mentre camminava. Invece di andare verso il letto, Buffy andò verso il bagno. Spike la seguì e apprezzò che Buffy aprisse l’acqua della doccia.
Voltandosi, Buffy si leccò le labbra guardando il suo meraviglioso corpo esposto prima di fargli cenno di andare da lei. Spike alzò un sopracciglio e le sorrise mentre lei toglieva il resto dei propri vestiti e di quelli di lui. Entrò nella doccia lasciando che il gettò scorresse lungo il suo corpo. Spike sentì la sua erezione crescere mentre la guardava gettare indietro la testa. Guardandolo, sorrise.
“Cosa?”
“Mi stavo solo chiedendo come puoi sembrare così adorabile quando ti scorre addosso la pioggia ma così sexy quando sei sotto la doccia”
“Forse perché sono nuda” sorrise lei
“Forse” si trovò d’accordo lui, saltando nella doccia e chiudendo la porta dietro di se. Premendola contro il muro, Spike le tacciò baci di fuoco lungo il collo e di nuovo su fino alle labbra. Una mano scivolò slle sue gambe mentre l’altra accarezzava dolcemente il seno, Spike la guardò.
“Lo sai, dopo la mia dichiarazione d’amore, questo non era esattamente il posto in cui immaginavo di rifarlo”
“Oh, andiamo, è una tradizione” disse lei baciandogli la gola.
“Tradizione?”
”Si” disse lei, saltando per aiutarlo a tenerle le cosce e premerla contro il muro. “Ogni volta che succede qualcosa di grosso, finisci per prendermi contro il muro”
Spike sorrise al ricordo della prima volta e poi gemette quando la sentì scivolare attorno a lui “Lo sai amore, potresti almeno avvertirmi prima di fare questo”
“E allora dove sta il divertimento?” chiese lei muovendosi a ritmo lento
“Non c’è molto divertimento se finisce prima di iniziare” disse lui senza fiato.
buffy gemette mentre Spike iniziava a spingere in lei rapidamente aumentando il ritmo. Tenendosi sulle sue spalle, Buffy si premette contro di lui ed iniziò a muoversi più rapidamente mentre lui l’aiutava tenendole i fianchi. Dopo alcuni lunghi minuti, Spike sentì il suo orgasmo arrivare ed iniziò freneticamente a pompare dentro di lei. Buffy sentì come se stesse esplodendo e lasciò uscire un grido che mandò Spike oltre il limite.
Scendendo dai rispettivi orgasmi, Spike tenne le braccia attorno alla vita di Buffy e la tenne attorno al muro per appoggiarle la testa contro le spalle.
“Ti amo piccola” le sussurrò
“Anche io ti amo”
più tardi quella notte, mentre erano sdraiati sul letto insieme, Spike stava tracciando delle linee sulla sua pelle.
“Lo sai amore, non devi lasciare lo stato e cercare di allontanarti da me”
Buffy rise “Se quella fosse stata la mia intenzione, non avrebbe funzionato. Mi avresti trovata ovunque”
Spike si alzò per darle un dolce bacio prima di premere la fronte contro quella di lei “Se fossi stato cieco, ti avrei vista comunque”

Capitolo 19 - Sorprese

Diciotto mesi dopo.

Buffy sedeva di fronte ad uno specchio, guardando il suo riflesso mentre sua madre le metteva il velo in testa. Sorridendo alla donna felice che vedeva, Buffy si alzò e guardò fuori dalla finestra alla piccola folla sull’erba.
Willow e il suo compagno Oz erano fidanzati, Buffy si era organizzata per far suonare Oz e la sua Band quel giorno al rinfresco. Il palco era stato messo accanto alla piscina al country club, per avere il posto per ballare. Spike aveva confermato ogni idea di Buffy per il matrimonio. Aveva sempre pensato che fosse lavoro per le donne pianificarlo, ma Spike non approvava. Voleva una cosa grandiosa e si era sentito dire no da Buffy,
Dopo molte discussioni e compromessi, era stato deciso che si sarebbero sposati al Sunnydale Coutry Club con una decorazione di fiori primaverili ovunque. Le sedie erano di legno e bianche, dietro ad un gazebo di fiori intrecciati sotto il quale si sarebbero sposati.
Entrambi avevano deciso di chiamare molte persone. Invece, Caitlyn doveva camminare verso l’altare con i suoi fiori colorati e stare lì a porgere gli anelli. Avevano deciso di vivere a Sunnydale con Spike che avrebbe fatto il pendolare a LA per poter fare un film all’anno. Era milionario e non aveva bisogno di soldi, ma gli piceva il lavoro. Buffy e Caity sarebbero andate sempre con lui durante l’estate.
Buffy sorrise ricordando la vigilia di natale. Era il loro secondo natale insieme, e tutto andava bene alla coppia, se si escludono le litigate dovute a disapprovazioni. Erano là a guardare le luci di natale quando Caity si era voltava verso Spike e gli aveva chiesto se poteva chiamarlo papà. Spike aveva subito preso la bimba fra le braccia e le aveva detto che ne sarebbe stato orgoglioso. Dopo qualche minuto, le aveva sussurrato qualcosa all’orecchio e lei aveva preso un regalo dall’albero. Mettendo la scatoletta di fronte a Buffy, aveva preso posto nel grembo del suo nuovo papà.Buffy li aveva guardati curiosa prima di prendere la scatola, e scartarla trovando un altra scatoletta dentro di quella. Aprendola, ne trovò un’altra più piccola, e un’altra, e un’altra, finchè non arrivò ad una piccola scatola con carta d’argento e fiocchetto bianco. Quando l’aprì, fu sbalordita dal diamante che trovò su un anello di platino sistemato nel velluto nero. Spike si era immediatamente messo in ginocchio, chiedendole di sposarlo, e lei gli era saltata fra le braccia dicendo di si ei riempiendolo di baci mentre Caity ridacchiava alle loro spalle.
il più grande shock di natale non fu il fidanzamento di Spike e Buffy, che era inevitabile, ma il fatto che avevano scoperto che Xander e anya erano corsi a Las Vegas il giorno dopo Natale ed avevano ottenuto il loro matrimonio in una cappella di notte.
Ora, diversi mesi dopo, Buffy era in piedi sulla soglia in un elegante vestito di seta, prendendo grandi respiri mentre la madre andava a dirle che era il momento. Uscendo per la cerimonia, Buffy sorrise quando vide Spike aspettarla alla fine della passerella. Notando che Buffy era scortata dalla madre, Spike tirò un sospiro di sollievo, visibilmente rilassato vedendo che la donna che amava gli stava andando incontro. Poi le prese la mano, e si voltarono verso il sacerdote.Quando le fedi furono scambiate e la torta fu tagliata, Buffy uscì dallo spiazzo organizzato e salì sul palco per parlare a tutti.
“Molti di voi non lo sanno, ma quando Spike mi parlò per la prima volta, non volevo avere niente a che fare con lui. O almeno era quello che gli avevo detto” disse lei con un sorriso mentre la folla rideva sommessamente “A guardare indietro, quella notte mi ha cambiato la vita. Mi sono innamorata di un uomo che era di gran lunga migliore di quello che pensavo all’inizio. E ora, io mi fido della mia nuova vita, ma più importante, mi fido di lui per la vita di mia figlia. Caitlyn e io abbiamo parlato tanto, e ora, lei ha un piccolo regalo per te”
Spike guardò la bambina stringergli la giacca e porgergli una lettera. Sorridendole, si abbassò al suo livello e l’aprì. Guardandola per un minuto, guardò prima Caity poi Buffy incredulo “I documenti di adozione?”
La folla sussultò mentre Buffy gli sorrideva “Sei già il suo papà. Ho pensato che forse avresti voluto essere suo padre”spike guardò Caity, che gli sorrideva felice, mentre lui guardava la mini-replica della madre. Spike le diede un bacio e la guardò negli occhi “Ti voglio bene, briciola. Lo sai vero?”
Caity gli sorrise “Certo, papà. Sei sciocco. Vai a dirlo alla mamma”
Spike sorrise e andò dalla sua nuova moglie, prendendola per la vita e togliendola dal palco per darle un bacio adorante mentre la folla applaudiva. Spostandosi, Spike spese un minuto a guardarla profondamente negli occhi.
“Ne sei sicura amore?”
“Beh, ho pensato che stai per essere un nuovo papà, avresti dovuto esserlo anche di caity”
Spike la guardò confuso, scioccato, e poi finalmente felice “Ma, tu sei…”
”Si, lo so. Pare che avessi qualche sorta di mal di pancia qualche mese fa, le pillole non volevano stare nel mio organismo”
“Stiamo per avere un bambino?” chiese incredulo
Buffy annuì e lui sorrise “Stiamo per avere un bambino!”
Tenendola stretta a se, Spike la baciò dolcemente. Poi si staccò e prese Caity fra le braccia.
“Amo le mie ragazze”
“Anche noi ti amiamo papà” disse Caity, dandogli un bacio sulla guancia mentre buffy li guardava con le lacrime agli occhi.
“Si, ti amiamo”

Fine


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