7 minutes in heaven
Subject: AU (tutti umani.)
Warnings:no.
Rating:NC17.
Genere: Humor, Romance.
Lunghezza: Ficlet(2062 parole)
Summary: Il timido William
Pratt accompagna l'amico Xander a una festa, durante la quale gli succede
l'inaspettabile...
Permesso dell'autrice: Sure, do you think you could send me a link to where it will be posted? It is very flattering that you are willing to take the time to do that! Thanks, Kat
Link per la ff originale: http://spikeluver.com/SpuffyRealm/viewstory.php?sid=27038
William si passò una mano nervosa tra i riccioli castani
“S-Sei sicuro che vada bene?”
“Will, amico fidati. Siamo stati invitati a questa festa” sorrise
Xander dandogli una pacca rassicurante sulla schiena.
“Tu sei stato invitato” ritorse William guardando verso l’enorme
villa di pietra, mentre un gruppo di studenti ubriachi li superò.
“Ho chiesto ad Anya e lei ha detto di portarti. Ora smetti di essere così
nervoso. Andrà tutto bene”
William sorrise debolmente all’amico e annuì. Non era assolutamente
rassicurato, ma sapeva quanto fosse importante questa serata per lui e non voleva
rovinargliela. Xander usciva con Anya da poco e questa era la loro prima apparizione
in pubblico come coppia. Anya era nuova a scuola, ma visti i suoi soldi e il
suo bell’aspetto era diventata presto parte dell’elite.
William e Xander erano migliori amici da quando lui si era trasferito qui tre
anni prima. Non si erano mai considerati più che perdenti. L’unica
volta che uno dei tipi popolari aveva mai parlato a William era perché
aveva bisogno di appunti. Le cose sembravano cambiare per Xander comunque e
William sapeva che doveva essere qui per il suo amico. Comunque, non riusciva
a scuotersi di dosso la sensazione che qualcuno non avrebbe preso troppo bene
la sua presenza alla festa.
La porta si aprì ed entrarono. William si tese quando vide Parker Abrams.
“Hey ragazzi, mi dispiace deludervi ma è una festa privata”
li schernì.
Xander afferrò il braccio di William che stava già per allontanarsi
“Lo so. Anya ci ha invitati” lo informò.
“Parker, vattene idiota” sbottò Anya superandolo “Ciao!”
salutò Xander abbracciandolo.
William si tese a disagio mentre la coppia si attorcigliava sulla soglia. Xander
ruppe riluttante il bacio e indicò l’amico “Guarda chi ho
portato con me”
Anya sorrise lieta a William “Ciao, benvenuto alla villa Jenkins. Xander
e io torneremo tra un po’, devo fargli vedere qualcosa di impressionante
in camera mia”
“Cosa devi mostrarmi?” chiese Xander confuso.
“Me... nuda” sorrise Anya tirando Xander su per le scale.
Xander guardò William con un sorriso di scuse mentre la bionda lo trascinava
di sopra e fuori portata. William sospirò, desiderando silenziosamente
di non aver acconsentito a venire.
“Oh mio Dio, chi ha invitato il mangia libri?” sentì una
ragazza sussurrare all’amica.
“Non lo so, forse qualcuno aveva bisogno di un tutor” rise un altra.
William divenne rosso. Non poteva restare qui. Si voltò rapidamente verso
la porta, non notando la ragazza inebriata dietro di lui finchè non fu
troppo tardi. William chiuse gli occhi mentre il liquido scuro gli si riversò
sul davanti.
“Oh Dio! Scusami” si affrettò a raccogliere il bicchiere
prima che cadesse a terra.
“Come ti pare... idiota” sbottò la ragazza che lo superò
per andare a ballare nell’altra stanza.
Facendosi strada tra la folla, finalmente trovò la cucina “Mi scusi,
ma ha idea di dove possa essere dell’acqua minerale?” chiese ad
una ragazza appoggiata al mobile. La ragazza lo guardò e gli porse un
bicchiere di plastica “Cos’è?” chiese William aggrottando
la fronte per la gelatina blu.
“Bevi” istruì lei.
William storse il naso, ma fece come gli era stato detto, dopotutto gli piaceva
la gelatina. Dopo che la ragazza ne porse altre quattro, lui alzò le
mani “Davvero sono pieno, ora puoi dirmi se sai dov’è l’acqua
per favore? Devo togliere queste macchie prima che restino”.
La ragazza sorrise sporgendosi verso il lavandino e rigettando la cena. William
spalancò gli occhi. Si sporse immediatamente preoccupato. Quando lei
sembrò aver finito, si pulì la bocca col retro della mano e andò
verso la sala da ballo. La guardò sconvolto. Vicino alla stanza da ballo,
notò una bottiglia di soda al bar.
Buffy uscì in cerca del suo ragazzo. Non era neanche voluta venire
a questa stupida vesta. Tutti i weekend finivano allo stesso modo, tutti i
suoi amici si ubriacavano, si comportavano stupidamente e poi stavano male
il giorno dopo. Era tutto decisamente noioso. Voleva di più. Riley
aveva insistito che andassero, dicendo che era la festa dell’anno. Ora
che non lo vedeva da un ora, voleva solo tornare a casa.Sentì ridere
dalla casetta in piscina e stava per tornare dentro quando sentì la
voce del suo ragazzo “Beh... abbiamo parlato di vedere altre persone”
Buffy strinse gli occhi e girò l’angolo. Il suo ragazzo lasciò
rapidamente andare la bionda quando la vide a braccia incrociate “Hai
ragione, Riley, dovremmo proprio vedere altre persone... a partire da stanotte”
disse, voltandosi ed entrando in casa.
William mise cautamente la soda sul suo fazzoletto, non notando la bionda
furente che tuonava verso di lui. Lo fece, comunque, notando il profumo di
gelsomino che la seguiva. Avrebbe riconosciuto quel profumo ovunque. Buffy.
Alzò gli occhi in tempo per vedere una scia di riccioli dorati superarlo.
Rimase a guardarla incantato mentre lei si univa ai suoi amici dall’altra
parte della stanza. Era una dea, la perfezione per i suoi occhi. Quante linee
di poesia le aveva dedicato, ai suoi occhi, al suo profumo e ai riccioli dorati
che cadevano sulle sue spalle perfettamente toniche e abbronzate? Quante notti
si era strofinato fino al rilascio col suo nome tra le labbra? William improvvisamente
si sentì strano. Di certo non poteva essere solo lei ad avere quell’effetto
su di lui. Trovò una sedia in un angolo della stanza e si sedette,
continuando riluttante a togliere la macchia dai pantaloni.
Buffy sedette sul divano accanto ai suoi amici “A cosa giochiamo?”
chiese, prendendo un bicchiere e bevendo il contenuto.
“Calma, signorina” disse Cordelia prendendo il bicchiere dalle
sue mani “Giochiamo a sette minuti in paradiso e tu non puoi giocare”
“Perchè no?” Buffy mise il broncio prendendo un altro bicchiere
pieno.
“Perchè hai un ragazzo” le ricordò.
“Non più”
“Hey, se la bionda qui gioca allora contatemi” annunciò
Parker.
Buffy stava per fare una smorfia al commento quando notò l’arrivo
i Riley al tavolo “D’accordo, inizio io”
“Buffy... possiamo parlare?” le chiese.
“No, sto giocando a un gioco ora” sorrise, svuotando il bicchiere.
Una piccola folla si raccolse intorno al tavolo. Non c’erano segreti
sui problemi in paradiso per il capitano della squadra di football e il capo
cheerleader, ma tutti attendevano, curiosi di sapere come sarebbe andata.
Parker sussultò quando la bottiglia puntò verso di lui “Sono
io! È più vicina a me” disse, prendendo il tubetto di
spray per la gola dal taschino.
Buffy andò nel panico, avrebbe preferito leccarsi i tacco della scarpa
che passare un secondo con Parker Abrams “N-no, non è andato
verso di te... è andato verso di lui” puntò. La folla
si voltò per vedere William all’angolo più lontano della
stanza.
Parker scoppiò a ridere “Quel secchione? Non sta neanche giocando”
Buffy saltò dalla sedia, correndo verso William “Certo che si...
solo che ancora non lo sa”
William sorrise soddisfatto per aver tolto la macchia dai pantaloni. Sorrise,
ancora brillo per il liquore che c’era nelle gelatine.
“Vuoi giocare a un gioco?” sentì dire da una voce.
Alzò gli occhi e lei era lì. Buffy che sorrideva, proprio di
fronte a lui. Aprì la bocca e la chiuse di nuovo, insicuro su cosa
dire. Era un sogno? Aveva paura a muoversi, o anche solo a respirare, così
sedette gelido nella sua sedia guardando quegli occhi smeraldo.
Burry sorrise quando lo vide arrossire. “Annuisci per un si”
William riuscì ad annuire, e si schiarì la gola cercando di
parlare “Un gioco... non so come...”
Buffy alzò la mano “Fidati di me” sorrise.
William prese la sua piccola mano, sollevato nel suo calore. La seguì
verso la folla e il tavolo da gioco. Non era sicuro di come avesse acconsentito
ma alla fine non gli importava. Buffy Summers lo aveva appena preso per mano.
Lo avrebbe seguito per tutta la terra.
“Vedete... lui gioca” annunciò Buffy.
William vide la furia negli occhi di Riley e iniziò ad andare nel panico
“C-cosa devo fare?”
“Devi passare sette minuti nel camerino... con Buffy” rise Cordelia.
William guardò Buffy mentre spalancava gli occhi nel panico “A
f-fare cosa?”
Buffy vide il terrore nei suoi occhi quanto la furia in quelli di Riley. Avvicinò
William e sorrise “Tutto quello che vuoi”
William deglutì forte, incapace di togliere il groppo che aveva in
gola. Sapeva che entrare in quello stanzino gli avrebbe causato un attacco
dal capitano della dannata squadra di football, ma il suo corpo lo tradì
mentre lasciava che la piccola bionda lo portasse oltre la porta.
Lo stanzino era scuro, William non riusciva a vedere niente. ‘Forse
staremo solo in piedi qui’ pensò tra se. Ci fu un click quando
Buffy chiuse a chiave la porta dietro di loro. Sentì una piccola mano
accarezzargli la guancia ‘O forse no’.
“Eccoci qui” rise lei, allacciando le braccia al suo collo, giocando
con i soffici riccioli castani alla base di esso. Un brivido gli attraversò
la schiena, sentendo il suo respiro sul collo.
“Um... Buffy io non...”
“Sai come mi chiamo?”
William non riuscì a impedirsi di sorridere alla sua sorpresa. Il buio
e l’alcool lo stavano rendendo più coraggioso. “Certo che
so come ti chiami... come diavolo potrei non saperlo?” Lei sorrise “N-non
dobbiamo fare nulla per forza. So che non ti piaccio nemmeno” sospirò.
“Forse invece si... William” sussurrò Buffy prima di alzarsi
sulle punte dei piedi, strofinando le labbra con le sue.
William sussultò, sia per la sensazione che per lo shock. Buffy fece
scivolare la lingua nella sua bocca, provocando le sue labbra e poi accarezzando
la sua lingua con la propria. La mano di lui scivolò involontariamente
sui suoi fianchi mentre si baciavano. William gemette contro le sue labbra
mentre lei premeva il suo caldo piccolo corpo contro il suo. Le sue mani,
come di volontà propria, le salirono dietro la schiena, premendo contro
di lei la sua crescente erezione.
La testimonianza di quanto era eccitato lo colpì come un fulmine. Andò
nel panico, rompendo il bacio e appoggiandosi alla parete “M-mi dispiace,
non volevo...”
Ci volle un momento perché Buffy recuperasse, era stata presa dal bacio
e la testa ancora le girava. Sorrise e andò verso William “Non
volevi cosa? Baciarmi?” chiese, allungandosi per trovarlo nell’ombra.
William sussultò per la sua mano, la sua piccola mano che scendeva
lungo il suo stomaco fino a circondare il grosso rigonfiamento che si era
formato nei suoi pantaloni “... o non volevi strusciarti addosso a me
col tuo grosso attrezzo?”
William chiuse gli occhi. ‘Dev’essere un sogno’ continuò
a ripetersi tra se prima che le labbra di Buffy tornarono sulle sue. Mentre
l’altro bacio era dolce e appassionato, questo era esigente. Le lingue
e i denti duellavano mentre la mano di lei strofinò l’erezione
coperta dal cotone. William le infilò una mano tra i capelli dorati,
avvicinandosi disperatamente a lei.. stava tremando di bisogno, mentre piagnucolava
senza sollievo per i suoi movimenti.
Buffy ignorò quando bussarono alla porta mentre baciava e leccava una
scia sul suo collo. Comprese dai suoi gemiti torturati e da come sgroppava
i fianchi che era vicino. Non si era mai sentita così eccitata solo
per aver toccato qualcuno. Presto i colpi alla porta divennero più
rapidi e pesanti e la chiamarono, ma era troppo andata per capire.
“Oh Dio sto per...” sussultò lui.
Buffy sorrise contro la sua gola mentre strinse di più la sua erezione
fremente e morse la carne del suo collo. William venne con un ruggito sgroppando
selvaggiamente i fianchi contro di lei.
Appoggiò la testa alla parete mentre recuperava il respiro. Sentì
Buffy sfilargli la camicia e coprire i pantaloni “Ecco, ora non lo noterà
nessuno”
La paura lo percorse mentre la realtà del mondo al di fuori del camerino
gli crollò addosso “Oh Dio...”
“Shhh” sussurrò lei contro le sue labbra “Grazie.
È stato... fantastico” sorrise prima di aprire la porta.
La luce entrò nello stanzino mentre Buffy gli prendeva la mano e lo
conduceva fuori. William vide immediatamente Xander sorridere verso di lui,
e anche lo sguardo furente del giocatore di football. Buffy andò rapidamente
di fronte al suo ragazzo, dandogli la schiena per voltarsi verso Xander “Puoi
assicurarti che arrivi a casa?”
“Uh... certo” Xander sorrise prendendo l’amico per un braccio
e portandolo verso la porta. Una volta in macchina Xander ghignò “Allora
Will, vuoi dirmi cosa è successo esattamente lì dentro?”
William sorrise timido, appoggiando la testa al vetro freddo del finestrino
e sospirando “Sette minuti in paradiso”
Fine
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